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Un lucano alla conquista di Roseto. Simeone: “Alla Juvenilia mi sento a casa. Tra qui e casa mia un abbisso calcistico perchè…”

Un lucano alla conquista di Roseto. Simeone: “Alla Juvenilia mi sento a casa. Tra qui e casa mia un abbisso calcistico perchè…”

Sorpresa di quest’inizio di campionato con l’obiettivo di trasformarsi presto in certezza. Due partite, 4 punti e, soprattutto, nemmeno un gol subito. La Juvenilia di Roseto ha iniziato veramente con il passo giusto questo campionato di Promozione. Una delle certezze di questa squadra, come anticipato, sta proprio nella difesa dove, ormai dallo scorso campionato, spiccano le prestazioni di Alessandro Simeone (nella foto in maglia bianca). Il centrale difensivo lucano di Nova Siri, classe 1990, sta vivendo in Calabria un periodo magico, come lui stesso conferma in esclusiva a Cosenza Channel: “Da quando sono arrivato lo scorso anno, mi sono subito sentito a casa. A Roseto mi trovo grazie a Rocco Napoli che già mi voleva da queste parti qualche anno prima. L’anno scorso finalmente c’erano tutte le condizioni necessarie ed ho provato questa esperienza in Calabria”. Eh già, perché Simeone è uno che nel calcio dalla sue parti, ne aveva già fatte tante tra Serie D, Eccellenza, Promozione e Prima Categoria con Francavilla Sinni, Borussia Policoro, Atletico Scanzano, Real Metapontino e Rotunda Maris. “Tra Calabria e Basilicata c’è grandissima differenza. Qui il calcio dilettantistico si vive in maniera molto più passionale. Nessuno ti regala niente. Lì da noi è diverso. Tutto è vissuto con più tranquillità. Ricordo che ad esempio l’anno scorso la prima partita è stata contro il Castrovillari in Coppa Italia. Quando ho visto tutta quella gente alla partita sono rimasto a bocca aperta”. Juvenilia che in estate ha cambiato allenatore con Malucchi (finito in Eccellenza al Trebisacce) che  ha lasciato il posto a De Rosis (proveniente dal Marina di Schiavonea in Prima Categoria): “Tra i due ci sono molte differenze. Il mister Malucchi era più tattico e curava questo aspetto nei minimi dettagli. Con De Rosis invece ho scoperto una preparazione atletica nuova. L’aspetto fisico viene messo al primo posto. Devo dire che però sono bravissimi entrambi”. Come modello invece, Simeone punta al massimo: “Per caratteristiche tecniche e fisiche gioco sempre d’anticipo e sono molto rapido. Il mio idolo è Cannavaro. Secondo me il più forte difensore della storia del calcio”. Essere un piccolo Cannavaro della categoria magari potrebbe già bastare: “Magari. Mi andrebbe bene (ride, ndr). A parte gli scherzi ci teniamo a continuare come abbiamo inziato cercando di raggiungere la salvezza il prima possibile. Tutto quello che viene dopo tanto di guadagnato. Siamo un gruppo molto giovane nel quale i più grandi ci contiamo sulle dita di una mano”. E nel futuro di Simeone cosa c’è? “Purtroppo devo considerare l’aspetto lavorativo come prima cosa. Qui a Roseto, allenandoci di sera, riesco a conciliare entrambe le cose e quindi, anche se mi capitasse un’occasione in categorie superiori alla Promozione, dovrei prima valutare il tutto. Anche se sono troppo affezionato alla Juvenilia e non riuscirei a giocare in Calabria con un’altra maglia”. (Alessandro Storino)

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