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Tela del Ragno, tre testimoni sospettati di falsa testimonianza

Tela del Ragno, tre testimoni sospettati di falsa testimonianza

Secondo la pubblica accusa avrebbero dichiarato il falso. La prima sezione della Corte d’Assise di Cosenza ha trasmesso gli atti in procura. Agli imputati condannati all’ergastolo anche l’isolamento diurno per la durata di un anno.

La sentenza di primo grado del processo “Tela del Ragno” ha prodotto non solo 11 ergastoli, 5 assoluzioni e un proscioglimento per la posizione di Luca Bruni, ucciso nel gennaio del 2012, ma ha anche la decisione della prima sezione della Corte di Assise di Cosenza di trasmettere gli atti per il reato di falsa testimonianza alla procura di Cosenza per tre testimoni che sono stati esaminati nell’istruttoria dibattimentale. I testi riportati nel dispositivo letto ieri intorno alle ore 21 dal presidente Giovanni Garofalo sono Vanessa Abruzzese, figlia di Giovanni Abruzzese accusato di aver ammazzato Luciano Martello, Giuseppe Drago e Antonietta Cipolla che hanno reso dichiarazioni per la posizione di Umile Miceli.

Dicevamo degli undici ergastoli inflitti in primo grado, ma in realtà quelli richiesti dalla pubblica accusa erano stati quattordici e il “fine pena mai” è stato evitato in particolare modo da Miceli, difeso dall’avvocato Antonio Ingrosso, mentre sono stati assolti Paolo Brillantino e Livio Serpa, rispettivamente assistiti dagli avvocati Sabrina Mannarino e Giuseppe Bruno.

Miceli infatti è stato condannato a 22 anni di carcere, ma nel processo col rito ordinario per il reato di associazione mafiosa aveva ottenuto l’assoluzione e oggi si trova in galera per la condanna definitiva relativa al processo “Telesis” e per il capitolo omicidi di “Tela del Ragno”.

Inoltre, tutti gli imputati condannati all’ergastolo hanno avuto anche l’isolamento diurno per un anno e dovranno risarcire tutte le parti civili costituitesi in giudizio: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero dell’Interno, Regione Calabria, Provincia di Cosenza, Comune di Paola, Comune di Fuscaldo, Comune di San Lucido e Comune di Amantea.

Il primo round, dunque, finisce con un processo che secondo chi ha giudicato ha dimostrato la piena responsabilità della maggior parte degli imputati coinvolti. Sarà interessante, però, capire come motiverà la Corte d’Assise in riferimento ad alcune posizioni. Il collegio difensivo, tuttavia, ha già preannunciato che ricorrerà in Appello. (a. a.)

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