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Sarli segna ed il Belvedere sogna: “Vi racconto la mia carriera. Che annate in coppia con Cosa e quel gol con il Cosenza…”

Sarli segna ed il Belvedere sogna: “Vi racconto la mia carriera. Che annate in coppia con Cosa e quel gol con il Cosenza…”

“Vilardi allenatore bravo come pochi. Che delusione il Corigliano. A Cosenza pochi mesi ma bellissimi. Quando smetto mi piacerebbe fare l’allenatore”.

Oltre 200 gol segnati in carriera. Trentasette anni suonati. Nessuna voglia di smettere. Cosimo Sarli da Corigliano, per tutti il Cobra, è uno degli attaccanti più forti della Calabria. Ieri è tornato a fare quello che gli riesce meglio: i gol. Ne ha messi due nella vittoria della sua nuova squadra: il Belvedere, Girone A di Promozione, in casa del Marina di Catanzaro. I primi dell’anno per mettersi alle spalle un inizio di campionato non certo positivo per i suoi. Iniziamo da qui: “Era importantissimo vincere per sbloccarci anche psicologicamente. Servivano i tre punti soprattutto per questo, visto che siamo una squadra di valore e che vogliamo fare bene. Con l’arrivo di Musacco è salito ulteriolmente il tasso tecnico ma non ci poniamo obiettivi se non quello di dire la nostra partita dopo partita. A Belvedere – continua Sarli – mi trovo benissimo. Ci sono persone per bene che mi fanno sentire importante ed ho trovato un allenatore preparatissimo come Vilardi. Mi trovo qui soprattutto per lui. Poche volte in 25 anni di calcio, ho visto un tecnico che prepara in modo così maniacale la parte tattica della partita. Anche se è giovanissimo (34 anni, ndr), Vilardi è uno dei migliori allenatori che ho avuto in carriera”. Ed a proposito di carriera, quella di Sarli, attaccante che con il tempo si è trasformato da seconda punta di movimento a prima punta, è stata lunghissima e prestigiosa. Iniziata con il Torino e continuata all’estero tra Inghilterra (Southampton), Belgio (Eendracht Aalst) e Francia (Nizza) “Al Torino sono stato 7 anni. Ho fatto tutto il settore giovanile fino alla Primavera, quando abbiamo vinto il Torneo di Viareggio. In quella squadra gli attaccanti eravamo io, Pellissier e Tiribocchi. C’erano anche Comotto e Semioli. A fine anno però ci sono problemi per il mio contratto. In piena era Bosman e sulla scia del mio compaesano Gattuso, in pratica scappo anche io, lascio l’Italia e me ne vado al Southampton. Giocare all’estero è stata un’esperienza bellissima. Sia lì che in Belgio, dove ho giocato anche in Serie A, e in Francia”.  Poi il ritorno al Crotone in Serie B e l’inizio di una carriera con una miriade di maglie ed una valanga di gol tra Serie C e Serie D (dove ha vinto anche 3 campionato): “Quelle alle quali sono più legato sono Siracusa, Aversa Normanna, dove abbiamo vinto anche lo Scudetto Dilettanti, e Casertana. Senza dimenticare i pochi mesi con la maglia del Cosenza, dove ho segnato il gol più bello della mia carriera in rovesciata contro la Scillese. Un emozione unica la maglia rossoblù. Mi sarebbe piaciuto rimanere di più. Come mai ho cambiato maglia ogni anno? Diciamo che mi piace viaggiare (ride, ndr). Il miglior allenatore che ho avuto in carriera è stato Auteri, che ho avuto sempre a Siracusa. Il mio partner ideale? Facile. Vincenzo Cosa. Eravamo “La coppia” per eccellenza. Con lui ho giocato insieme a Siracusa ed a Scafati (100 gol tondi divisi in 2 nelle due annate insieme, ndr) e qualce mese a Taranto. Le nostre caratteristiche erano complementari”.  L’anno scorso Sarli ha tagliato il traguardo dei 200 gol con la maglia del Corigliano: “Ero tornato finalmente a casa sperando di poterci rimanere. Peccato che qualcuno non ha rispettato le promesse”. A 37 anni la voglia è però sempre la stessa: “Finchè sento ancora quell’adrenalina nello stomaco la domenica negli spogliatoi continuo. Poi mi piacerebbe fare l’allenatore”. Magari dopo aver esser arrivato a quota 300 e vinto qualche altro campionato. Fose è meglio per tutti. Cosimo Sarli, dilettanti a chi? (Alessandro Storino)

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