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Morcavallo scrive agli avvocati: «Mi difendo e tornerò presidente»

Morcavallo scrive agli avvocati: «Mi difendo e tornerò presidente»

L’esperto legale amministrativista è indagato per elusione fiscale e ieri ha deciso di inviare una lettera agli iscritti al foro di Cosenza. «Pur rispettando il provvedimento giudiziale non lo ritengo condivisibile». 

Oreste Morcavallo invia una lettera agli iscritti all’Ordine degli avvocati di Cosenza, ai quali spiega i motivi che lo hanno portato a fare un passo indietro. L’esperto legale amministrativista ha ricoperto fino a qualche giorno fa la carica di presidente ma nell’ultimo Consiglio forense, su richiesta del vicepresidente avvocato Emilio Greco, si autosospeso. Provvedimento che per alcuni legali non è legittimo in quanto non previsto. Ma sul punto ci saranno sviluppi in seguito.

Morcavallo è indagato per elusione fiscale nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla procura di Cosenza e condotta dalla Guardia di Finanza sullo studio legale di cui è rappresentante legale. Secondo i finanzieri la somma evasa, mediante raggiri e artifizi, è superiore al milione di euro. Una parte è stata già versata allo Stato.

Il presidente autosospesosi, quindi, ha ritenuto giusto informare tutti gli iscritti al foro di Cosenza, annunciando che dopo essersi difeso tornerà a ricoprire il ruolo affidatogli dal Consiglio.

«Sabato mattina la stampa ha riportato con vasta eco la notizia di un decreto penale di condanna cautelare e di un’indagine conseguente ad una verifica fiscale per gli anni 2009- 2010- 2011- 2012 subita dal mio studio di Cosenza. Le notizie e i dati riportati sono per alcuni versi parziali e per altri ben lontani dalla effettiva definizione già avvenuta con l’Agenzia delle Entrate. Il decreto cautelare si fonda sulla circostanza che l’Agenzia delle Entrate ha dichiarato che procederà all’accertamento per gli anni 2011-2012 entro il 2016 ed il 2017 e dà atto dell’avvenuto pagamento del 2009 e 2010 e della revoca del decreto stesso al momento della definizione dei due anni residui. Pur rispettando il provvedimento giudiziale non lo ritengo condivisibile ed opportuno in ragione della riconosciuta definizione degli anni precedenti, della mia posizione personale e patrimoniale. La diffusione delle notizie dei provvedimenti, precedute da sistematici attacchi diffamatori alla mia persona ed alla mia famiglia compiuti da una testata on line, oltre a turbare la mia serenità rischiano di compromettere o ritardare le iniziative e l’attività del Consiglio dell’Ordine». E aggiunge che «per tali motivi ho ritenuto opportuno, nel primo Consiglio utile del 26.9, autosospendermi dalle funzioni, pur registrando ampia solidarietà da parte dei Consiglieri». In realtà la riunione è stata infuocata. «Una solidarietà, quella registrata, che mi è stata manifestata da tutti gli Ordini Calabresi, a partire dal Presidente dell’Unione regionale degli Ordini, da centinaia di Avvocati di tutti i Fori Calabresi, con un messaggio in particolare che sintetizza l’effettiva vicinanza: Forza, vai avanti». Morcavallo, poi, afferma che «la sospensione dalle funzioni mi restituisce più ampia libertà di difesa, in ogni sede, ma soprattutto di porre al centro del dibattito politico – professionale il rapporto Informazione – Giustizia, la tutela concreta del cittadino rispetto ai nuovi strumenti di informazione on line sempre più diffusi, la insostenibilità impositiva per i professionisti diventata non più tollerabile». E sul punto afferma che solo «in Svizzera l’aliquota impositiva è del 18% ed in Italia del 43%, cui si aggiunge la Cassa Forense, l’I.C.I., l’I.M.U. ecc.». Conclude scrivendo che «la mia è, quindi, una decisione autonoma e provvisoria di rispetto del Consiglio e del Foro, con la certezza che al più presto riconfermerò la mia piena disponibilità quotidiana a tutti gli Iscritti. Un abbraccio». (a. a.)

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