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Omicidio Roberta Lanzino, la procura generale: «Delitto commesso anche da altri»

Omicidio Roberta Lanzino, la procura generale: «Delitto commesso anche da altri»

Richiesta del Procuratore Generale di Catanzaro Carlo Modestino. A processo Francesco Sansone, pastore di Cerisano, già assolto in primo grado dalla Corte d’Assise di Cosenza.

 

Il Procuratore Generale di Catanzaro Carlo Modestino, all’esito della audizione dei testi Maggi e Romanazzi – i medici legali che effettuarono l’autopsia sul corpo di Roberta Lanzino, uccisa il 26 luglio del 1988 lungo il tragitto Cerisano-Torremezzo – ha chiesto di modificare il capo di imputazione, aggiungendo che i fatti sono stati commessi “in concorso con altri, allo stato rimasti ignoti”. La Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, preso atto della richiesta della pubblica accusa – sostenuta dalle parti civili, rappresentate dagli avvocati Ornella Nucci, Francesco Cribari e Marina Pasqua – ha concesso termine a difesa, rinviando il processo al prossimo 26 ottobre, riservando la decisione sulle altre richieste. A processo c’è Francesco Sansone (difeso dall’avvocato Enzo Belvedere), pastore di Cerisano, accusato di aver ucciso la studentessa ma già assolto in primo grado dalla Corte d’Assise di Cosenza.  (Antonio Alizzi)

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