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Aiuti alle fasce deboli, il Meetup Cosenza: «Avevamo un incontro con l’assessore Lanzino ma…»

Aiuti alle fasce deboli, il Meetup Cosenza: «Avevamo un incontro con l’assessore Lanzino ma…»

I grillini lamentano che «per i non residenti tali fasce da cui dipendono i costi del servizio si riducono a 3, facendo così pagare tariffe uguali a famiglie che si trovano in condizioni di reddito molto diverse».

Cosenza e oltre – Meetup delle idee in una nota lamenta un mancato appuntamento con l’assessore comunale Matilde Lanzino «per porre rimedio ad una “svista” che penalizza i non residenti a Cosenza, fruitori delle mense scolastiche». I grillini infatti, scrivono nel comunicato, di aver attesa «50 lunghi minuti», decidendo poi di lasciare Palazzo dei Bruzi senza aver incontrato l’assessore, che non ha ritenuto necessario presentarsi all’appuntamento per dare spiegazioni ai cittadini nonostante fosse stato preannunciato l’argomento dell’incontro». E ancora: «Di che cosa avremmo voluto parlare con l’assessore? Del fatto che ci siamo accorti che, mentre per i residenti le fasce di suddivisione dei redditi ISEE sono 7, per tenere giustamente conto delle diverse condizioni economiche in cui vivono cittadini e famiglie, per i non residenti tali fasce da cui dipendono i costi del servizio si riducono a 3, facendo così pagare tariffe uguali a famiglie che si trovano in condizioni di reddito molto diverse. Ad esempio si trovano accorpati in un’unica fascia i redditi ISEE da euro 3001 euro a 15mila euro. Premesso che è giusto prevedere un maggior onere di contribuzione a carico dei non residenti rispetto ai residenti del comune di Cosenza, in quanto il costo del servizio mensa grava in parte sugli scolari ed in parte sull’intera comunità, sarebbe anche giusto, però, che questo maggiore onere di contribuzione, in virtù del principio di uguaglianza sostanziale ex art. 3 c. 2 Cost. e nell’adempimento degli inderogabili doveri di solidarietà sociale ex art. 2 Cost., venisse anche per i non residenti equamente suddiviso per fasce di reddito, per cui a maggiori redditi dovrebbero corrispondere maggiori oneri di contribuzione e viceversa». E infine: «Proponiamo agli amministratori del comune di Cosenza di imitare l’esempio della contribuzione già prevista per i nidi comunali: mantenere la stessa suddivisione in fasce di reddito prevista per i residenti e prevedere per i non residenti la semplice maggiorazione del costo del 50%».

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