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Rapina in banca a Lauria, processo flop: tutti assolti. C’è anche Cicero

Rapina in banca a Lauria, processo flop: tutti assolti. C’è anche Cicero

Il tribunale collegiale di Lagonegro non ha ritenuto attendibile la ricostruzione del pentito De Napoli che, nonostante abbia dato l’input alla nuova riapertura delle indagini, è stato assolto dopo aver rischiato una condanna a 3 anni e 8 mesi. Innocente anche il boss di Cosenza Vecchia, Domenico Cicero.

C’era da aspettarselo che il processo sulla rapina alla Banca Popolare del Sinni, avvenuta nel 2000 a Lauria, finisse in un flop. Certo, l’istruttoria dibattimentale ha fatto il suo corso, dimostrando la non colpevolezza degli imputati cosentini finiti davanti al tribunale collegiale di Lagonegro ma in alcuni la giustizia potrebbe far meglio. Le indagini infatti furono riprese, dopo due richieste di archiviazione della procura competente, dopo il pentimento di Oreste De Napoli che parlò dei fatti per cui è stato giudicato insieme al boss di Cosenza Vecchia Domenico Cicero, Antonio Benincasa (vittima di lupara bianca), Francesco Balsamo, Giovanni Benincasa, Antonio Dispoto, Fabio Ritacco e Giovanni Plastina. Il bottino su di 50 milioni delle vecchie lire ma il collaboratore di giustizia disse che una parte fu non utilizzabile in quanto macchiata.

La pubblica accusa aveva richiesto la condanna a cinque anni di carcere per tutti gli imputati, mentre per De Napoli – riconoscendogli il vincolo dell’articolo 8, che riguarda la collaborazione con la giustizia – aveva avanzato una pena a 3 anni e 8 mesi. Ma il collegio giudicante di Lagonegro ha accolto, in toto, le richieste di assoluzioni formulate dagli avvocati Antonio Quintieri, Matteo Cristiani, Francesco Cribari, Francesco Chiaia, Alessandra La Valle, Franz Caruso e Angelo Pugliese.

Cicero finì nel processo perché secondo l’accusa avrebbe ottenuto un “fiore” di 6 milioni di euro dalla rapina consumata, ma il processo non ha accertato nulla di quanto dichiarato ai magistrati dal collaboratore di giustizia. Un processo durato oltre quattro anni che oggi arriva al primo step.

Antonio Alizzi

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