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Avvocati Cosenza, il Sindacato scrive al Cnf e al Ministro Orlando: «Sciogliete l’Ordine, è illegittimo»

Avvocati Cosenza, il Sindacato scrive al Cnf e al Ministro Orlando: «Sciogliete l’Ordine, è illegittimo»

Il segretario regionale Carlo Paduano invia una lettera al presidente del Consiglio Nazionale Forense Andrea Mascherin e al Guardasigilli Andrea Orlando, chiedendo di verificare «sulla legittimità delle procedere adottate dall’attuale Coa di Cosenza ed, in particolare, in base a quali norme di legge o regolamentari si sia proceduto all’autosospensione del Presidente originario». 

Il sindacato degli avvocati calabresi interviene sul caso Morcavallo, precisando di aver tempestivamente inviato, come Cosenza Channel ha scritto, una nota al ministro della Giustizia Andrea Orlando e al presidente del Consiglio Nazionale Forense Andrea Mascherin. A differenza dei consiglieri dell’Ordine, che a breve chiederanno ufficialmente le dimissioni al presidente in carica, il Sindacato avanza istanza di scioglimento del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Cosenza. La lettera porta la firma del segretario Carlo Sabato Paduano, il quale scrive che «a pochi giorni dal Congresso di Rimini», tutt’ora in corso «si intende segnalare la preoccupante situazione in cui versa l’Ordine circondariale di Cosenza e, nello specifico, uno dei suoi organi, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati, che – come reso noto dalla stampa ormai oltre otto mesi fa» – in verità il primo a darne notizia fu il Garantista nel 2014 – «ha visto coinvolto in un’indagine penale, per presunti reati fiscali, il suo presidente» Oreste Morcavallo.

Il Sindacato riporta anche quanto successo lo scorso 26 settembre, ovvero quando «nella prima riunione del Consiglio dell’Ordine successiva alla pubblicazione della notizia dell’emissione del decreto di sequestro preventivo in danno del Presidente, il sindacato ha appreso che quest’ultimo è stato indotto da alcuni Consiglieri a compiere un passo… “di lato”, posto in essere – in concreto – mediante l’invenzione di un nuovo istituto giuridico (l’autosospensione, non prevista dall’ordinamento professionale forense) e la contestuale assegnazione delle funzioni di Presidente del Coa ad altro Consigliere, in qualità di Vicepresidente (carica attualmente inesistente presso il Coa di Cosenza), o, secondo altra versione, di Consigliere anziano». In tal senso il Sindacato chiede «di conoscere il parere dell’Illustre Cnf sulla legittimità delle procedere adottate dall’attuale Coa di Cosenza ed, in particolare, in base a quali norme di legge o regolamentari si sia proceduto all’autosospensione del Presidente originario – istituto che, come già evidenziato, non risulta essere contemplato dall’ordinamento positivo – e alla successiva designazione del Presidente f. f.».

Per Paduano, il «Coa di Cosenza non è più nelle condizioni di operare regolarmente, fenomeno com’è dal punto di vista della composizione e della coesione, intesa come attitudine al raggiungimento degli obiettivi istituzionali suoi propri, oggi evidentemente sacrificati sull’altare degli interessi di parte, con grave nocumento all’immagine della classe forense, già gravemente compromessa dalle accuse, ormai di dominio pubblico, mosse al presidente originario, il quale, peraltro, formalmente permane nella carica di Consigliere e di “presidente autosospeso”».

In conclusione il Sindacato chiede al Consiglio Nazionale Forense di «acquisire tutta la documentazione esistente presso il Coa di Cosenza; di valutare la possibilità di attivare i poteri ispettivi previsti dalla Legge 247/12; di valutare l’opportunità di proporre al Ministro della Giustizia di sciogliere il Consiglio dell’Ordine circondariale di Cosenza; in subordine a tale ultima valutazione, valutare la possibilità di disporre la sostituzione dei Consiglieri del Coa di Cosenza decaduti o dimissionari o sospesi, mediante invito a indire nuove elezioni suppletive (orientamento CNF) ovvero mediante il subentro dei candidati non eletti alle precedenti elezioni (orientamento Ministero Giustizia)».

Antonio Alizzi

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