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Canale, un dribbling anche alla sfortuna: “Qui a Corigliano tutto bello. Tornare su? Vedremo”. E quelle partitelle col Papu…

Canale, un dribbling anche alla sfortuna: “Qui a Corigliano tutto bello. Tornare su? Vedremo”. E quelle partitelle col Papu…

L’esterno del Corigliano si racconta: “A Latina ho perso un grande treno per colpa dei problemi muscolari, ma voglio provare a tornare su. A Corigliano ho trovato un grande gruppo e mister Aita è un grande”.

 

 

Due gol decisivi nelle ultime due partite vinte dalla sua ed una ritrovata consapevolezza che forse, certi treni, uno come lui è ancora in tempo a poterli (ri)prendere. Michele Canale da Morano Calabro, classe 1995, esterno sinistro d’attacco tutto dribbling e fantasia, è senza dubbio l’arma in più di questo Corigliano che sta sorprendendo nel campionato d’Eccellenza. La squadra di mister Aita, dopo il ko interno con il Trebisacce, ha iniziato a macinare punti (7 in 3 partite) e buone prestazioni. E domenica c’è il Locri. La possibilità di centrare il tris dopo Gallico Catona e Paolana (partite nelle quali Canale ha timbrato il cartellino), non sono poi così remote. Ma su questo Canale ci stoppa subito: “Dobbiamo soltanto pensare a lavorare. Così come stiamo facendo. Il nostro obiettivo – ci racconta in esclusiva per Cosenza Channel –  è la salvezza e questo buon inizio di campionato, ci da fiducia per poterla raggiungere nel più breve tempo possibile. Ma guai a montarci la testa”. Ragazzo con le idee chiare e con i piedi per terra. L’ideale per qualsiasi allenatore. Mister Aita ci punta forte e Michele ha ripagato finora alla grande la sua fiducia: “Il mister non lo conoscevo. Devo dire che mi trovo benissimo. E’ uno che vuole giocare sempre la palla e questo non può che esaltare le mie caratteristiche. Va tutto alla grande sia con lui che con tutto il suo staff, con il prof. Marino su tutti che alla fine è quello che mi sopporta di più, visto che forse ho più bisogno degli altri”. Eh si. I muscoli di Canale, sono stati forse il freno più grande per la sua carriera: “A 13 anni sono entrato nel settore giovanile del Cosenza. Poi, nel 2011, quando la società è fallita, mi sono trasferito al Catania, dove sono rimasto due anni tra Allievi e Primavera. Ricordo che molto spesso il giovedì sfidavamo la prima squadra. Un’emozione trovarmi di fronte a calciatori come Maxi Lopez o il Papu Gomez, insieme a Mertens il mio idolo. Lo guardavo e provavo a rubargli qualche segreto. Diciamo che molto ma molto in piccolo, ho caratteristiche simili alle sue. Dopo due anni però va via Lo Monaco e la nuova gestione di Cosentino non ha puntato molto sugli italiani. Ho preferito cambiare aria e – continua Canale – mi sono accasato al Latina. Qui sono iniziati i miei problemi muscolari ed in pratica ho perso un anno intero e forse il treno importante. Nessuno ha capito quale fosse il mio vero problema finchè non mi sono rivolto al dottore Novello di San Lucido. Ma già la stagione ormai era compromessa e quindi ho dovuto ricominciare dal basso. Due anni fa sono stato tra Potenza (dove nonostante giocassi poco ho conosciuto un grandissimo allenatore come Giacomarro) e Montalto, in D, mentre l’anno scorso ho giocato a Trebisacce in Eccellenza”. Ed eccoci a quest’estate, quando il Corigliano bussa alla porta di Canale: “E’ stato soprattutto l’avvocato Elmo a volermi. Avevo qualche altra offerta, ma la sua pressione è stata decisiva. Quanto quella dei miei futuri compagni. Granata e De Luca che già conoscevo, ma anche Zangaro che mi ha chiamato senza conoscerci prima per farmi firmare con il Corigliano. Mi trovo in una piazza importante dove sono stato accolto da tutti alla grande. L’affetto degli Skizzati ad esempio (gli ultras del Corigliano, ndr) è stato subito bellissimo e siamo uno spogliatoio splendido. Farei veramente fatica a dirvi il nome di un compagno con il quale mi trovo meglio degli altri”. Ma tra 5 anni, dove si vede Canale? “Sinceramente spero di tornare ai livelli che ero. Sono giovane ed ho il tempo di farcela. Ma anche se non dovessi riuscirci non sarebbe un dramma. L’importante è divertirmi. Poi se saranno i campi dell’Eccellenza o qualcosa in più lo vedremo. Nel frattempo mi divido tra campo e libri. La mattina studio Scienze Motorie ed il pomeriggio vado ad allenarmi”. Capire l’importanza di costruirsi un futuro oltra al calcio, non è cosa da poco. Ma per ora, c’è tutto il tempo per inseguire ancora IL sogno. (Alessandro Storino)

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