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Cosentino in galera da innocente, condannato lo Stato italiano

Cosentino in galera da innocente, condannato lo Stato italiano

Cosentino in galera senza prove per aver detenuto illegalmente delle armi. Il fatto è successo nel 2008, ma solo oggi Alexandro Giannuzzi ha ottenuto piena giustizia. Ecco la sentenza della Corte di Appello di Catanzaro.

Non è assolutamente il primo caso e probabilmente non sarà neanche l’ultimo, ma la condanna dello Stato italiano decisa dalla Corte di Appello di Catanzaro aumenta il numero delle ingiuste detenzioni nel distretto catanzarese.

E’ successo infatti che oggi la Corte di Appello di Catanzaro ha accolto la richiesta avanzata dall’avvocato Franco Napolitano del foro di Cosenza difensore di Alexandro Giannutri, condannando il Ministero dell’Economia e dell’Economia e delle Finanze in persona del Ministro pro tempore al pagamento di una somma di denaro per l’ingiusta detenzione subita.

I fatti risalgono al 2 luglio 2008 allorquando Giannuzzi nell’ambito dell’operazione denominata “Streghe 2” fu arrestato con l’accusa di cui detenuto illegalmente in concorso con altri diverse armi tra cui pistole, fucili e tre o quattro fucili kalashinikov armi da guerra. In carcere rimase fino al 22 luglio 2008, data in cui il Tribunale della Libertà di Catanzaro in sede di Riesame, accolse il ricorso proposto dalla difesa, annullando l’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere per difetto della gravità indiziaria, disponendo l’immediata scarcerazione di Giannuzzi.

Il 21 ottobre 2014 il tribunale di Cosenza in composizione Collegiale, presieduto da Enrico Di Dedda, pronunciò sentenza di assoluzione nei confronti di Giannuzzi con la formula perché il fatto non sussiste ed oggi, come detto, la Corte di Appello di Catanzaro prima sezione Penale ha comunicato l’accoglimento del ricorso per l’ingiusta detenzione subita.

Soddisfazione è stata espressa anche dall’avvocato Franco Napolitano, difensore di Giannuzzi Alexandro.

Antonio Alizzi

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