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‘Ndrangheta ad Acri: Regione, Provincia e Comune parte civile

‘Ndrangheta ad Acri: Regione, Provincia e Comune parte civile

Rigettate le questioni sollevate nella scorsa udienza dal collegio difensivo. Costituiti i tre enti. Conferito inoltre l’incarico al perito per trascrivere le intercettazioni. 

Ieri mattina è ripreso il processo relativo all’inchiesta “Acheruntia” che deve dimostrare la presenza di una cellula del clan Lanzino nella città di Acri. Sotto processo ci sono Angelo Gencarelli e Giuseppe Perri, presunti promotori e organizzatori dell’associazione mafiosa, e Gianpaolo Ferraro. Nella scorsa udienza l’avvocato Matteo Cristiani aveva sollevato una questione circa la sua codifesa riguardo la posizione di Gencarelli, ma il tribunale di Cosenza in composizione collegiale – sentito il pm antimafia Pierpaolo Bruni – ha rigettato tutte le eccezioni difensive, aprendo il dibattimento.

Si sono costituiti parte civile la Regione Calabria, la Provincia di Cosenza e il Comune di Acri, quest’ultimi due rappresentati in giudizio dall’avvocato Raffaele Rigoli. L’altro filone dell’inchiesta deve arrivare ancora all’udienza preliminare dopo la nullità del decreto che disponeva il giudizio relativamente alle posizioni di altri indagati, tra cui l’ex assessore regionale Michele Trematerra.

Inoltre il presidente Enrico Di Dedda ha conferito l’incarico di trascrivere le intercettazioni telefoniche al perito Nicola Zengaro. Il processo è stato aggiornato al prossimo 25 ottobre. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Antonio Quintieri, Giuseppe Manna e Lucio Esbardo. (a. a.)

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