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La Brutium e l’arbitro non gradito: «Le nostre proteste sono inascoltate»

La Brutium e l’arbitro non gradito: «Le nostre proteste sono inascoltate»

Dura presa di posizione dei rossoblù dopo la designazione del signor Caccuri di Reggio Calabria: «Il nostro progetto dà fastidio, da domenica avremo un nuovo atteggiamento».

La Brutium Cosenza non ha gradito le designazioni arbitrali e, dopo aver appreso che sarà il signor Cacumi di Reggio Calabria a dirigere il match dei rossoblù a Lamezia, ha diramato una nota durissima. «Dopo le ultime proteste in cui chiedevamo rispetto per il nostro progetto di calcio popolare denunciando strani errori arbitrali che hanno, dall’inizio del campionato, penalizzato la nostra squadra, ci saremmo aspettati di aver scosso le coscienze di chi ha la responsabilità della formazione e della designazione degli arbitri regionali – scrive la società gestita dagli ultrà della Curva Nord – Evidentemente non è stato così. All’inizio di questo campionato abbiamo inviato alla LND Calabria una richiesta specifica: non avere più a che fare con Caccuri di Reggio Calabria».

Le motivazioni che hanno portato alla presa di posizione da parte della Brutium sono esplicitate. «Nell’anno passato la sua condotta nelle due gare da lui arbitrate fu disastrosa e arrecò gravi danni: quattro espulsi e cinque rigori contro. Siamo rimasti basiti nell’apprendere che a Lamezia sarà proprio il signor Caccuri a dirigere la gara contro la Promosport. Da un anno abbiamo chiesto di essere ricevuti dal presidente Aia e nessuno ci ha mai chiamato. Le nostre ripetute proteste sono rimaste inascoltate da chi dovrebbe tutelarci come società».

La Brutium Cosenza non starà a guardare e la chiusura del comunicato è molto dura. Probabilmente si tratta della parte maggiormente pesante scritta dalla dirigenza. «A questo punto il dubbio che il nostro progetto sia scomodo, e per questo penalizzato, si fa sempre più consistente. Da domenica inizia un nuovo ciclo, un nuovo atteggiamento di fronte a soprusi e ingiustizie di palazzo. Chi ha orecchie per udir oda...».

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