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‘Ndrangheta, i nomi dei 36 arrestati in Sila. Sequestrati beni per 7 milioni

‘Ndrangheta, i nomi dei 36 arrestati in Sila. Sequestrati beni per 7 milioni

L’operazione anti ‘ndrangheta di Polizia e Carabinieri ha sgominato un clan che operava tra le province di Cosenza e Crotone e la Lombardia.

Sono stati resi noti i particolari dell’operazione “six town” che questa mattina ha interessato una serie di comuni dell’altopiano silano. I provvedimenti hanno colpito la “locale” di Belvedere Spinello, articolazione territoriale della ‘ndrangheta che vantava addentellati su sei località distribuite tra la provincia di Crotone (Belvedere Spinello, Rocca di Neto, Caccuri, Cerenzia e Castelsilano) e Cosenza (San Giovanni in Fiore), contando anche su propaggini operative in Lombardia, dove operava una ‘ndrina distaccata radicata nella città di Rho, alla periferia nord di Milano. Belvedere Spinello era l’epicentro dell’attività del gruppo malavitoso, capeggiato da Agostino Marrazzo, 53 anni, che si avvaleva dei luogotenenti più fidati del suo gruppo familiare come il fratello Sabatino Domenico Marrazzo, 59 anni, ed il cugino Giovanni “Giannino” Marrazzo, di 60. Tra i “capi” più influenti delle ‘ndrine locali satelliti gli inquirenti indicano Francesco Rocca e Giovanni Spadafora di S. Giovanni in Fiore e Saverio Bitonti di Castelsilano. Le indagini sono scaturite dal duplice omicidio di Tommaso Misiano e Gaetano Benincasa, avvenuto a Rocca di Neto il 18 luglio 2008. Agli indagati sono contestati anche gli omicidi di ‘ndrangheta commessi ai danni di Francesco Iona, avvenuto nel ‘99 e Antonio Silletta, risalente al 2006. Omicidi perpetrati con modalità particolarmente violente e sanguinose, maturati nell’ambito della stessa organizzazione di cui Francesco Iona era una figura di vertice: regolamenti di conti e contrasti legati alla gestione degli affari illeciti e alla scalata al controllo della “locale”.

GLI ARRESTATI. Dei 36 destinatari di provvedimenti cautelari odierni, in 32 si trovavano in stato di libertà. Agli arresti domiciliari dopo l’operazione anti-‘ndrangheta di stamattina sono in cinque: Francesco ADAMO, Cristian DE CICCO, Maria Caterina DI BIASE, Maurizio FONTANA e Carmine VENTRONE. In carcere sono finiti in 22: Domenico BITONTI, Saverio BITONTI, Antonio BLACONA’, Valentino DE FRANCESCO, Salvatore DE MARCO, Saverio GALLO, Giovanni MADIA, Agostino MARRAZZO, Giovanni MARRAZZO, Sabatino Domenico MARRAZZO, Carlo OLIVERIO, Vincenzo OLIVERIO, Silvana PAGLIARO, Antonio PARISE, Rosario PARISE, Mario RIZZA, Francesco ROCCA, Vittorio SPADAFORA, Giovanni SPINA IACONIS, Pasquale TORROMINO, Antonio TURSI. Erano già in carcere presso le carceri di Opera e Bollate (MI) oltre che di Padova, infine, Luigi BUONO, Angelo OLIVERI, Giovanni SPADAFORA e Pietro TASSONE.

IL SEQUESTRO. La Divisione di Polizia anticrimine di Catanzaro ha eseguito un provvedimento di sequestro di beni, emesso dalla Dda del capoluogo, per un valore di oltre sette milioni di euro, nei confronti di quattro persone coinvolte nell’inchiesta sulla cosca di ‘ndrangheta dei Marrazzo. Il sequestro di beni è stato eseguito nei confronti di Agostino, Giovanni e Sabatino Domenico Marrazzo e di Saverio Gallo. Secondo quanto è emerso dalle indagini, i beni sequestrati, che erano nella disponibilità degli indagati anche se formalmente intestati a persone fisiche o giuridiche diverse, avevano un valore sproporzionato rispetto al reddito da loro dichiarato. I beni consistono in più di 50 terreni, 26 fabbricati e 8 veicoli, oltre che in numerose società ed imprese commerciali.

 

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