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Incontro tra il Psi e “Rende cambia Rende”. «Al centro lo sviluppo della città»

Incontro tra il Psi e “Rende cambia Rende”. «Al centro lo sviluppo della città»

Prove di dialogo effettivo e concreto tra le forze politiche presenti nella città d’oltre Campagnano. «Ricomporre tutte quelle forze politiche capaci di risvegliare la città da un torpore amministrativo».

Nella giornata di ieri, infatti, presso la sezione PSI “F. Principe“ di Rende, si è tenuto un incontro tra il direttivo del garofano rosso, rappresentato dal segretario Francesco Tenuta, e una delegazione del movimento “Rende cambia Rende”, unitamente al consigliere comunale Massimiliano De Rose.

Un incontro che ha voluto segnare il punto di partenza per l’avvio di un serio e profondo dibattito politico sulle reali prospettive di rilancio e di sviluppo della città di Rende.

Un incontro finalizzato a porre le basi per una discussione sempre più serrata, favorita dalla comune prospettiva politica, pur nel rispetto delle proprie autonomie, di inaugurare una nuova e reale stagione riformista – primaria esigenza avvertita da tutti i Rendesi -, da contrapporre al disfattismo amministrativo, oramai atavico, dell’attuale governo della città.

Un incontro, ancora, teso a favorire la nascita di un progetto amministrativo serio, coeso e condiviso, nell’interesse esclusivo della città.

Al termine dell’incontro, durato oltre due ore, le due delegazioni si sono ritenute soddisfatte di questa prima riunione politica, augurandosi un confronto ancor più forte e incisivo, attorno ad alcune questioni di interesse pubblico, assolutamente necessarie e non più rimandabili, inerenti lo sviluppo della città di Rende.

«Siamo certi che questa iniziativa – hanno affermato Tenuta e De Rose – possa sollecitare un più ampio percorso di ricomposizione di tutte quelle forze politiche, associazioni e movimenti, che amano davvero questa città, per tracciare un cammino unitario, mettendo in campo le migliori sinergie politiche, capaci davvero di risvegliare la città da un torpore amministrativo, oramai perenne, di una maggioranza, sempre di più, indaffarata a rattoppare e salvaguardare il potere, piuttosto che governare e risolvere i problemi della città».

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