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Nell’universo Stranges: “A San Fili mi salvo con Burgo ed i giovani, inseguendo il modello Aita. Ed a mio figlio dico che…”

Nell’universo Stranges: “A San Fili mi salvo con Burgo ed i giovani, inseguendo il modello Aita. Ed a mio figlio dico che…”

“A San Fili – spiega Stranges – squadra giovanissima con la quale spero di salvarmi il più presto possibile. Burgo come un fratello. Mi ispiro ad Alberto Aita che ho conosciuto grazie a lui”

Puoi prendere una squadra di ragazzini completamente smantellata da tutti i pezzi da 90 e, con pochissime risorse, riuscire a portarla alla salvezza in un campionato di Promozione? Si, è possibile. Puoi essere così “pazzo” a riprovarci un anno doo, con una squadra nuovamente ricostruita  daccapo ed ottenendo, se possibile, risultati ancora migliori? Se ti chiami Lorenzo Stranges ed allena il San Fili, allora tutto questo diventa realtà. Come? Ce lo spiega in esclusiva a Cosenza Channel, lo stesso allenatore di Conflenti, provincia di Catanzaro, da due anni guida dei rossoblù.

“A San Fili  abbiamo la squadra con l’età media più bassa del campionato. In squadra, esclusi Raso, Burgo ed il portiere Crocco, ho quasi tutti ragazzi giovanissimi. I più bravi? Non faccio nomi perchè sarebbe ingiusto nei confronti degli altri. Devo dire – continua Stranges – che siamo un grande gruppo formato da calciatori validissimi e ci stiamo togliendo delle grandi soddisfazioni”. Ultima delle quali domenica, quando i rossoblù hanno pareggiato in casa della Silana: “A San Giovanni in Fiore abbiamo fatto una grande partita. Siamo stati attenti ed ordinati per tutti i 90 minuti e, reduci dalla brutta partita di Cotroneti (5-0 ko, unica sconfitta finora, ndr) ci siamo presentati in campo più accorti. Loro hanno attaccato quasi tutti la partita ma il nostro portiere non ha fatto una parata e nel finale abbiamo avuto due occasioni per vincerla, una delle quali si è spenta sulla traversa. Portare a casa i tre punti però, ammetto che sarebbe stato troppo”.

La squadra nel frattempo è saldamente nelle zone alte della classifica con 11 punti, a soli 5 dalla capolista Amantea: “Non scherziamo. Noi dobbiamo soltanto salvarci e provare a farlo nel minor tempo possibile così come abbiamo fatto l’anno scorso. Fa piacere stare la sopra, ma stiamo mettendo fieno in cascina come si suol dire. Non ci compete l’alta classifica”.

Ma come si trova Stranges, dalla Provincia di Catanzaro, ad allenare il San Fili? “Devo ringraziare il presidente Palazzo che dopo 2 campionati di Prima Categoria vinti ai play-off con Colosimi e Grimaldi ed una finalissima persa con il Parenti, mi ha dato la possibilità di allenare in Promozione. Ci siamo incontrati da avversari in Prima Categoria quando io allenavo il Grimaldi ed ero la bestia nera del San Fili, visto che lo battevo sempre. Tant’è che due estati fa, il Presidente mi ha offerto di andare ad allenare la loro squadra. Erano andati via tutti i big. Gente del calibro di Caruso, Siciliano, Sidoti, Mirabelli, Catanzariti. Gli ho detto si ad una condizione. Quella di portare con me Diego Burgo”.

Il rapporto tra Stranges e l’ex attaccante di Sambiase e Vigor Lamezia va al di là del calcio: “Proprio così. Per me è come un fratello. Pensate che quando Diego aveva 15 anni ed io ero nel Conflenti facendo sia il calciatore che il dirigente, comprai di tasca mia il suo cartellino”. Un assegno di due milioni al Carlopoli e via con questa amicizia che dura ormai da 20 anni: “Ovviamente la sua carriera è stata diversa. E’ sempre stato uno dei migliori attaccanti in circolazione di campionati ben superiori alla Promozione attuale. Ma quando due anni fa ho ricevuto la proposta del San Fili, l’ho chiamato immediatamente. Se lui avesse rifiutato, lo avrei fatto anche io. Anche perchè, per motivi di lavoro, mi sostituisce alla grandissima nei giorni in cui non posso essere presente all’allenamento e, tra l’altro, allena anche la juniores”.

L’unione con Burgo tra l’altro, ha permesso a mister Stranges di stringere amicizia con Alberto Aita, l’attuale allenatore del Corigliano: “E’ lui il modello di allenatore al quale mi ispiro. Aita lo seguivo quando allenava il Sambiase e già da lì vedevo che tipo di lavoro che faceva soprattutto con i giovani che, se valevano, venivano lanciati puntualmente in campo. Poi grazie a Burgo, che lo ha quasi sempre seguito in carriera, negli ultimi anni l’ho anche conosciuto e devo dire che è diventato il mio punto di riferimento calcistico. Non mi spiego come mai non abbia allenato ad altissimi livelli. Lo avrebbe meritato”.

Stranges però a San Fili viene più che volentieri anche perchè nel Cosenza gioca suo figlio Marco (nella foto i due insieme). Attaccante classe 1999, ormai aggregato costantemente in prima squadra da Roselli e che nel ritiro dei Lupi, ha mostrato tutte le sue doti: “Che consigli do a mio figlio? Nessuno. Assolutamente. Deve fare il suo percorso in modo autonomo. Non vado quasi mai a vedere le sue partite ed in ogni  scelta, lascio sempre lui decidere. Se riesce a sviluppare le doti che ha, può diventare davvero un calciatore importante. Spero possa riuscirci nel Cosenza, anche se so che non è facile trovare un angolino in squadra”. (Alessandro Storino)

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