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La sostanza dei numeri

La sostanza dei numeri

– l’editoriale di Piero Bria –
Sull’almanacco, a fine campionato, non leggeremo del calcio spettacolo proposto dalle squadre ma andremo solo e soltanto a focalizzare la posizione di classifica in base ai numeri totalizzati.

«Ma possibile che nessuno va da Roselli a dirgli che così non si può giocare in questo modo?». Prendo spunto da una frase di un tifoso per aprire questo editoriale.

Rispondo chiedendo una cortesia a voi lettori: mettiamo da parte il gioco/non gioco del Cosenza. Sul piatto mettiamo le dieci gare finora giocatore dal Cosenza: sei vittorie, un pareggio, tre sconfitte. L’unica sconfitta con due reti di scarto arrivata proprio ieri ad Andria. Diciannove punti e quinto posto in classifica; quinto miglior attacco del torneo e terza miglior difesa. In casa quattro vittorie su cinque gare e dodici punti conquistati su quindici a disposizione; in trasferta due vittorie, un pareggio e due sconfitte con sette punti conquistati su quindici (solo quattro squadre hanno fatto meglio).

Diciamoci la verità: chi se lo sarebbe mai aspettato quest’estate dopo aver perso certi giocatori?

Il Cosenza sta facendo un campionato di spessore ed il “non gioco” passa in secondo piano. E’ vero, ad Andria la prestazione è stata al di sotto delle aspettative ma, ed è giusto precisarlo, i silani hanno dovuto fare a meno di Pinna, di Statella, di D’Anna. Al di là della qualità dei giocatori è il valore numerico che bisogna mettere in evidenza. Perché perdere tre pedine è un qualcosa che purtroppo, specialmente se si parla di una squadra come il Cosenza, incide eccome su una gara.

Poi possiamo parlare delle formazione iniziale e dell’utilizzo di Cavallaro dal primo minuto. Ma sono giudizi a posteriori che non cambiano e non cambieranno il verso di una gara che ha visto l’Andria vincere meritatamente.

Quello che è reale e non si discute sono i numeri che, ad oggi, ci dicono che il Cosenza è la quinta forza del campionato a quattro lunghezze dal primato.

Il resto è motivo di dibattito tra tifosi, giornalisti e staff tecnico. L’obiettivo è chiaro a tutti, ottenerlo è la cosa fondamentale. Come? L’importante è che arrivi… anche con il “non gioco”.

Sull’almanacco, a fine campionato, non leggeremo del calcio spettacolo proposto dalle squadre ma andremo solo e soltanto a focalizzare la posizione di classifica in base ai numeri totalizzati.

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