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Due anni di Giorgio Roselli. Per il Cosenza (e Guarascio) è più di un allenatore

Due anni di Giorgio Roselli. Per il Cosenza (e Guarascio) è più di un allenatore

Il tecnico, che non sarà mai Zeman, ieri ha spento la sua seconda candelina sulla panchina dei Lupi. Apprezzato e criticato nello stesso tempo, per lui parlano i numeri.

Due anni di Giorgio Roselli sulla panchina dei Lupi. Due anni e un giorno per l’esattezza, anche se era il 29 ottobre del 2014 che mise per la prima volta piede a Cosenza dopo aver firmato il contratto a Lamezia il giorno prima. Ora più, ora meno, fa poca differenza. Quello che conta è che, insieme a Mimmo Toscano, è l’unico tecnico rossoblù che da vent’anni a questa parte ha resistito alle tentazioni di esonero dei vari presidenti per così tanto tempo. Lasciando in disparte Mimmo-One, 2 anni e sette mesi, fu Bortolo Mutti a vivere quotidianamente il San Vito per due campionati esatti. Andando ancora indietro nel tempo, bisogna tornare ad inizio anni ’90 (dal ’92 al ‘94) per annotare un altro allenatore così longevo: Fausto Silipo.

Per Giorgio Roselli parlano i numeri, c’è poco da dire. A prescindere dal suo modo di interpretare il calcio, che può piacere o no, ha risollevato una squadra ultima in classifica e l’ha portata a stazionare con costanza a ridosso degli squadroni della Lega Pro. Anzi, con qualche investimento in più a gennaio scorso da parte di Guarascio chissà cosa sarebbe potuto succedere. Il Cosenza oggi è una squadra temuta e rispettata grazie ad un gruppo assemblato in corsa, a margine però di uno scoramento collettivo che sembrava dovesse riportare subito in D la città. La Coppa Italia, la salvezza centrata con un mese di anticipo, il quinto posto, il derby vinto a Catanzaro dopo una vita, un altro torneo da protagonisti hanno una sola firma: la sua.

Giorgio Roselli ha spento la seconda candelina senza alcun clamore, con il suo particolare compleanno passato in sordina. Eppure Guarascio gli deve tanto non solo a livello tecnico. Da semplice allenatore, Roselli è diventato il primo consigliere del patron a cui ha evitato in passato (anche di recente…) di affidarsi a personaggi chiacchierati che lo corteggiavano mostrandogli mari e monti. Nemmeno si trattasse di un antipasto in un ristorante da 1000 euro! Insomma, quando Roselli dice di voler provare un’esperienza manageriale una volta chiuso con le panchine, non lo afferma tanto far prendere aria alla bocca.

Giorgio Roselli propone un calcio che a tanti tifosi del Cosenza non piace: questione di gusti e di questo il tecnico stesso dovrebbe farsene una ragione, qualora non se la sia già fatta. E’ consapevole di essere diventato una pedina insostituibile per il club e (come dargli torto?) spesso si comporta da tale. Se può permetterselo? Certo che sì, come detto per lui parlano i numeri: 74 gare di campionato, 32 vittorie, 26 pareggi e 16 sconfitte. Auguri mister, magari un giorno incontrerai Zeman per strada e sarai fulminato sulla via di Damasco, ma non saresti più Roselli. (Antonio Clausi)

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