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Programmare alla giornata una squadra che fa miracoli

Programmare alla giornata una squadra che fa miracoli

– l’editoriale di Piero Bria –
Vittoria nel derby e sei risultati utili consecutivi prima dei due ultimi ko. Il Cosenza sta lottando a dispetto di chi questa estate ha perso tempo aspettando chissà cosa. 

Il Cosenza non può e non deve essere paragonato a quello della scorsa stagione. E i motivi sono tanti. Partiamo dagli infortuni. L’anno scorso i silani hanno dovuto fare i conti con quelli di Ciancio (Corsi sostituto adattato) e quello più lungo di Caccetta (con la scoperta del giovane Fiordilino). Quest’anno è dura anche elencarli. Perché da inizio stagione ad oggi Roselli si è ritrovato spesso a dover fare la conta.

VALORE NUMERICO. La rosa del Cosenza è attrezzata per fare un degno campionato a patto che non si registrino stravolgimenti (vedi infortuni sopra). L’acquisto di Scalise fatto nel giro di 24 ore ne è la testimonianza. Il Cosenza ha una rosa risicata soprattutto in difesa e a centrocampo. Rispetto a chi naviga in cima alla classifica non può essere fatto un paragone visto che, soprattutto in queste settimane, i silani si sono ritrovati a dover adattare diversi giocatori in ruoli a loro poco congeniali.

LE NOTRE RIVALI. I tifosi vogliono la serie B. Ma è giusto che la società non li illuda. Sulla carta il Cosenza non è da promozione e sono i numeri a sottolinearlo. I gol segnati sono da squadra di metà classifica così come i gol subiti. Così come i giocatori di categoria in rosa. L’anno scorso un concatenarsi di eventi ci hanno consentito di essere lì sopra fino alla fine. Poi, sul finale, ci siamo sgretolati. E invece di mantenere l’ossatura intatta e modellarla con acquisti ad hoc il presidente ha perso tutti i treni utili per poter quantomeno dimostrare, con i fatti, quanti sia grande la sua voglia di regalare alla città la promozione in serie B. Cosa che invece a Lecce, Foggia, Matera e compagnia hanno fatto con la dovuta tempistica.

IL GIOCO. La squadra di Roselli è pratica, bada all’essenziale ed è una formazione che ha bisogno di soffrire per gioire. E’ la natura dell’allenatore ed è quella della squadra. Ne abbiamo parlato e straparlato del perché non si può chiedere un gioco spumeggiante a questo Cosenza. Ribadirlo diventerebbe nauseante.

E ce ne sarebbero ancora di motivi per cui, ad oggi, dovremmo ringraziare una squadra (il Cosenza) che, prima delle due sconfitte consecutive, ha inanellato sei risultati utili consecutivi (senza dimenticare la vittoria nel derby di Catanzaro). Cerchiamo di essere cauti nelle vittorie e obiettivi nelle sconfitte. E se proprio dobbiamo cercare un colpevole… beh, inutile sfogarsi con squadra e allenatore se quest’estate c’è stato qualcuno che ha fatto passare il tempo quasi giocassimo a scacchi. Chiedere maggiore tempismo e una programmazione chiara che duri nel tempo. Questo dovremmo pretendere da chi, fino a ieri, si professava neofita del calcio. E dopo tutti questi anni?

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