Tutte 728×90
Tutte 728×90

Guccione: «Il futuro del centro storico in quattro parole»

Guccione: «Il futuro del centro storico in quattro parole»

Durante la conferenza stampa de La Grande Cosenza a Palazzo dei Bruzi, il consigliere comunale dell’opposizione spiega: «Riduzione del rischio sismico, Metro, Innovazione e Cultura»

«Non è un problema di risorse economiche se il centro storico di Cosenza non decolla. Manca solo la volontà politica di giocare questa partita. Quattro temi essenziali costituiscono il futuro del centro storico: riduzione del rischio sismico degli edifici pubblici e privati; metro tranvia; innovazione; cultura». E’ quanto ha sostenuto il consigliere comunale Carlo Guccione durante la conferenza stampa di stamane a Palazzo dei Bruzi in occasione della quale la coalizione La Grande Cosenza ha illustrato i punti nodali della sua idea di riqualificazione del centro storico. Anche Damiano Covelli (capogruppo del Pd), Bianca Rende, Marco Ambrogio, Francesca Cassano ed Enrico Morcavallo -tutti consiglieri comunali della Grande Cosenza-  hanno risposto, oltre allo stesso Guccione, alle domande dei giornalisti.

RIDUZIONE DEL RISCHIO SISMICO. «Dopo la guida di Giacomo Mancini – ha affermato Carlo Guccione – nessuno ha più investito politicamente nella città vecchia. Non abbiamo avuto bisogno di aspettare il sisma che ha colpito in questo periodo l’Appennino centrale per lanciare l’allarme sullo stato di salute del nostro centro storico. Quello di Cosenza cade a pezzi e noi ne abbiamo parlato tempo fa, a partire dal consiglio comunale ad hoc che abbiamo chiesto già in occasione della prima assise civica (25 agosto 2016). Mi chiedo a che punto è il tavolo istituzionale fra Comune di Cosenza, Regione Calabria, associazioni e cittadini. Forse il sindaco ha già rimosso quanto uscito fuori dall’ultimo consiglio comunale? Se è così prendiamo atto di questa ulteriore sordità da parte del primo cittadino rispetto a questi problemi. Se la maggioranza non è in grado di capire come fare, noi, come opposizione, siamo pronti a suggerire un tracciato per il bene della nostra intera comunità. Occorre istituire subito uno sportello che possa dare ai cittadini indicazioni affinché possano accedere ai finanziamenti innescati dalla Legge Abruzzo. Si tratta di risorse a fondo perduto per la riduzione del rischio sismico degli edifici pubblici e privati. Vorrei ricordare al sindaco che con Agenda urbana circa 35 milioni di Euro sono destinati all’asse strategico Rende-Cosenza. Una parte di questi possono essere utilizzati per il centro storico. C’è poi il capitolo del Piano Junker (315 miliardi di Euro complessivamente). Siamo in grado di attivare una filiera istituzionale con Bruxelles, anche grazie alla presenza di Andrea Cozzolino, vice presidente della commissione Affari regionali al Parlamento Europeo».

METRO TRANVIA. «Notiamo con soddisfazione che Occhiuto realizza il programma della Grande Cosenza – continua Guccione – Il sindaco è passato dalle petizioni contro la Metro agli incontri istituzionali con la Regione Calabria. Meglio tardi che mai. Anche perché quelle due fermate della Metro nel centro storico spostano lo sviluppo a Sud, rendendo centrale la parte vecchia di Cosenza, oggi relegata a periferia dell’area urbana».

INNOVAZIONE. «Il distretto della cyber security – ha sottolineato Carlo Guccione – nel centro storico e la volontà di NTT Data di investire qui hanno già disegnato un tracciato virtuoso. Ne abbiamo parlato in campagna elettorale con il sottosegretario all’Innovazione, Antonello Giacomelli. Cosenza ha intelligenze e spazi per essere un Distretto dell’innovazione. Di fatto lo è già. Manca la volontà politica di implementare questo percorso. Lo spazio da occupare è nel centro storico. Qui La Grande Cosenza vuole giovani alle prese con le sfide del Digitale».

CULTURA. «Meno – ha concluso Carlo Guccione – miti barbari, più storia. Lo stesso Sgarbi ha ammonito Occhiuto sulla vicenda Alarico. Dalla stessa Giunta arrivano le critiche più feroci a Occhiuto. Segno che regna una confusione apocalittica nell’esecutivo guidato dall’architetto.  Pensavamo che Piazza Bilotti fosse l’ultimo obbrobrio di Occhiuto. Non è così. La statua di Alarico è ancora peggio. Sgarbi l’ha definita orripilante. Noi, invece, crediamo nella storia e nell’insegnamento dei nostri padri illustri, da Telesio ai fratelli Bandiera. Il centro storico deve diventare luogo d’elezione di associazioni culturali. Ricordo benissimo le parole del rettore dell’Unical, Gino Mirocle Crisci. Aveva promesso che avrebbe spostato alcune funzioni del nostro Ateneo nella città vecchia».

Related posts