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Sorgerà a Tarsia il Cimitero dei migranti. Sarà dedicato al bambino siriano Aylan

Sorgerà a Tarsia il Cimitero dei migranti. Sarà dedicato al bambino siriano Aylan

Merito di Franco Corbelli che si è battuto per «cancellare la disumanità di quei corpi di poveri migranti seppelliti in tanti piccoli sperduti cimiteri che di fatto ne cancellano ogni ricordo e riferimento».

Un atto di civiltà estrema, che sarà realizzato per volere del leader del Movimento Diritti Civili Franco Corbelli. A breve sorgerà a due passi da Cosenza, a Tarsia, il cimitero dei migranti, che sarà dedicato al piccolo siriano Aylan Kurdi. Ed esso è stata dedicata un’area di 10mila metri quadri. Sarà costruito su una collinetta in un luogo di grande valore simbolico, di fronte al Lago e al vecchio cimitero comunale ebraico di Tarsia e a poca distanza dall’ex campo di internamento di Ferramonti.

Corbelli informa che «il decreto con il finanziamento dopo la firma del Presidente della Regione, Mario Oliverio, è stato, nei giorni scorsi, trasmesso al sindaco di Tarsia, Roberto Ameruso. Quotidianamente sono impegnato oltre che per altre iniziative umanitarie, per la realizzazione della grande opera universale che mi sta particolarmente a cuore e che consentirà di dare, in un unico luogo di pace e di riposo, una degna sepoltura, nel rispetto delle diverse culture religiose, alle vittime delle tragedie dell’immigrazione. Verrà cancellata per sempre la disumanità di quei corpi di poveri migranti, quasi tutti senza volto e senza nome, seppelliti in tanti piccoli sperduti cimiteri calabresi e siciliani che di fatto ne cancellano così, per sempre, ogni ricordo e riferimento per i loro familiari che non sapranno mai dove andare un giorno per trovarli, per portare un fiore e dire una preghiera».

«Avrei voluto – conclude lo stesso Corbelli –  che i lavori del Cimitero dei Migranti iniziassero significativamente proprio il 2 Novembre, il giorno della Commemorazione dei defunti. Purtroppo, per un nuovo piccolo problema burocratico (che ho già, alla Cittadella, superato), non è stato possibile. Slitteranno solo di qualche giorno. Poi finalmente, tre anni dopo l’inizio della mia lunga e ininterrotta battaglia, la grande opera umanitaria, di pace e di civiltà, che il mondo apprezza e aspetta, verrà realizzata e consegnata all’umanità e alla storia».

 

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