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Referendum, Di Maio: «Il nostro “NO” è un voto politico»

Il vicepresidente della Camera dei Deputati in un Auditorium di Rende gremito in ogni ordine di posto spiega i motivi che porteranno il Movimento Cinque Stelle a bocciare la riforma costituzionale voluta dal premier Matteo Renzi. «Se vince il SI diamo solo più potere a chi in questi anni ha massacrato il sistema sanitario». 

Il popolo grillino unito nel dire “NO” alla riforma costituzionale che porta avanti il premier Matteo Renzi. Ieri sera nell’Auditorium Giovanni Paolo II di Rende, il vicepresidente della Camera dei Deputati Luigi Di Maio, insieme all’europarlamentare Laura Ferrara, al consigliere comunale di Rende Domenico Miceli e al docente Unical Silvio Gambino, ha spiegato le ragioni per le quali il Movimento Cinque Stelle è contrario ai contenuti della riforma.

Grande partecipazione di pubblico e un unico slogan: il voto del referendum è politico. Di Maio, infatti, non ha dubbi. «Quando si vota per difendere la Costruzione, e soprattutto per impedire l’immunità parlamentare ai consiglieri regionali e ai sindaci, è sicuramente un voto politico. Penso che il no a questo referendum non sia solo un modo per evitare che si stravolga la Costituzione, ma un segnale per bocciare questo modo di fare politica. In tutti questi anni ci hanno detto che dovevano fare governi di scopo per fare queste riforme, poi abbiamo capito qual era lo scopo del governo Monti, del governo Letta e infine di Renzi, creare un Senato dove mettere gente loro e impedire a noi di votarlo. Hanno fatto l’italicum e ci impediscono di esprimere una vera preferenza, fanno una riforma costituzionale e ci impediscono di votare il senato. Quindi è un voto politico perché serve a difendere il diritto al voto, che è il diritto per cui tutti i popoli si sono battuti. In questo momento c’è una sovraesposizione del tema della riforma costituzionale, ma i problemi del Paese non saranno risolti neanche se vincesse il SI. Se vince il SI diamo solo più potere a chi in questi anni ha massacrato il sistema sanitario, i trasporti e le scuole, li eleviamo a titolo di senatori, gli diamo anche l’immunità parlamentare e il lusso di non essere eletti ma nominati. Deve vincere il no per bocciare un modo di fare politica, quello di governi arrivati a Palazzo Chigi con un tweet senza essere votati».

Sul possibile rinvio del Referendum, Di Maio è categorico: «Se il tribunale dovesse decidere di spostare la data lo farà il tribunale, ma non il governo. Ci ha già provato qualche giorno fa Alfano, per prendere tempo, ma più parlano e raccontano di una riforma che in realtà non è quella che vogliono far approvare, più perdono voti».

Intanto la prossima iniziatica del M5S è prevista il 12 novembre a Cosenza in piazza Kennedy. Alla manifestazione per spiegare le ragioni del “NO” ci saranno Nicola Morra, Maria Marzana e Carlo Sibilia, componente del direttorio m5s, insieme ad altri 6 parlamentari, Paola Taverna, Roberta Lombardi, Dalila Nesci, Barbara Lezzi, Alessio Villarosa e Federica Dieni, già impegnati su sanità e pensioni nella stessa giornata. «Il M5s si batte da tempo – si legge in una nota – per difendere i cittadini vessati da Equitalia e Carlo Sibilia sarà pronto a spiegarci come abbiamo rimandato al mittente tantissime cartelle Equitalia. Nicola Morra e Maria Marzana, invece, saranno a disposizione dei cittadini per confrontarsi sulle problematiche del ddl 107 “la buona scuola ” rispondendo a tutte le domande che il mondo scolastico vorrà porre. L’incontro terminerà con un agorà sulle “Ragioni del NO ” al referendum con inizio alle ore 19».

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