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Strage di Cassano, parlano i cacciatori: «Trovammo noi l’auto bruciata»

Strage di Cassano, parlano i cacciatori: «Trovammo noi l’auto bruciata»

Questa mattina in Corte d’Assise di Cosenza sono stati sentiti alcuni testimoni che ritrovarono l’auto bruciata al cui interno c’erano i corpi di Giuseppe Iannicelli, del piccolo Cocò e della ragazza marocchina Ibtissam Touss. Conferito l’incarico a una consulente del giudice di tradurre diversi dialoghi in albanese.

Prima udienza dibattimentale del processo sulla strage di Cassano dove persero la vita Giuseppe Iannicelli, il piccolo Cocò e la ragazza marocchina Ibtissam Touss, ammazzati senza pietà e poi bruciati all’interno dell’auto il 16 gennaio del 2014 in una contrada di Cassano all’Jonio. A rappresentare la pubblica accusa è il pm della Dda Saverio Vertuccio, mentre davanti alla Corte di Assise di Cosenza ci sono Cosimo Donato e Faustino Campilongo accusati di aver partecipato alle fasi della mattanza e di aver distrutto i cadaveri dando fuoco al veicolo. Per loro oltre all’aggravante della premeditazione pende anche l’articolo sette, ovvero di aver agevolato la cosca degli zingari di Lauropoli.

La famiglia Iannicelli si è costituita parte civile, secondo i vari componenti che la compongono tra cui il padre e la mamma di Cocò, attraverso gli avvocati del foro di Castrovillari Liborio Bellusci e Angela Bellusci. 

Oggi sono stati sentiti alcuni cacciatori che trovarono l’auto bruciata. I testi hanno dichiarato che quella mattina erano nella zona della strage perché c’era una battuta di caccia ma da lì a pochi minuti iniziò a piovere. Per cui si misero sotto una tettoia e notarono dall’altra una macchina bruciata. Dopo essersi avvicinati, videro i tre corpi distrutti e chiamarono subito i carabinieri. 

Nel corso del processo sono stati acquisiti altri verbali di persone sentite all’indomani della strage, mentre il presidente della Corte d’Assise di Cosenza ha conferito l’incarico alla consulente Maria Teresa Torchia di tradurre alcune conversazioni in albanese.

Gli imputati sono difesi dagli avvocati Vittorio Franco, Ettore Zagarese e Mauro Cordasco. Il processo è stato rinviato al prossimo 17 novembre. (a. a.)

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