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“FACTOTUM” | Il gip Branda: «Lavoro investigativo esemplare»

“FACTOTUM” | Il gip Branda: «Lavoro investigativo esemplare»

Ecco quello che scrive il gip del tribunale di Cosenza Francesco Luigi Branda, presentando il lavoro condotto dalla Guardia di Finanza di Cosenza e dalla Polizia Stradale di Cosenza. 

Le parole con cui il giudice per le indagini preliminari di Cosenza arriva ad emettere l’ordinanza di custodia cautelare sono pesanti come un macigno per gli indagati che ovviamente avranno modo di difendersi in altre sedi. Ma le frasi messe nero su bianco dal gip del tribunale di Cosenza Francesco Luigi Branda esaltano il lavoro investigativo della Guardia di Finanza di Cosenza e della Polizia Stradale nei confronti dei nuclei che hanno operato contro la fitta rete di spaccio di droga, contro i presunti usurai e contro quei soggetti che avrebbero frodato le assicurazioni o trafficato illecitamente auto provenienti dell’Est dell’Europa.

Significato il primo rigo dove il gip Branda sottolinea come l’indagine condotta congiuntamente dalle due forze di polizia sia stata «esemplare», visto che ha svelato «una fitta rete di traffici illeciti, intrecciata con le trame dello spaccio di stupefacenti, dell’usura, di altri gravi reati e tesa a prosciugare ogni risorsa economica di vittime indifese, in alcuni casi costrette ad impegnare tutto il loro stipendio per far fronte ai debiti assunti con gli spacciatori».

Secondo il gip, alcuni degli indagati legati al filone della droga agiscono con «assoluta spregiudicatezza e tranquillità». E ancora: «Ne sono un esempio i personaggi che si ritrovano nel garage dell’Albanito, trasformato in circolo dello spaccio, per pianificare le modalità delle cessioni, il taglio da effettuare, il confezionamento e il peso delle dosi in modo da ricavarne un maggior numero; l’offerta anche a domicilio in favore di professionisti, o addirittura quella elargita ai clienti affidati di un agriturismo a coronamento di serate e festeggiamenti».

Per il gip «siamo dinanzi a un nutrito gruppo di spacciatori che, per il considerevole periodo di tempo in cui si è protratta l’indagine, incessantemente, con una frequenza orario e dedizione maniacale, hanno rifornito di cocaina numerosi tossicodipendenti, come se le proprie fonti di approvvigionamento non fossero mai a riserva». 

Il metodo di lavoro investigativo portato avanti dalla Finanza e della Polizia ha permesso di individuare anche casi di usura ed estorsione. A tal proposito il gip Branda scrive che «alcuni ad esempio hanno prestato danaro ad usura nei confronti di tossicodipendenti disperati per reperire i soldi con cui saldare i debiti verso i fornitori di cocaina; altri hanno imperversato in danno di piccoli imprenditori in grave condizione di bisogno economico».

Poi il gip sposta la sua attenzione su altri reati ritenuti gravi e pienamente commessi dagli indagati. «Infine, sono stati accertati alcuni reati finalizzati a frodare le assicurazioni, ricorrendo a ben più gravi condotte delittuose strumentali allo scopo. E’ il caso dei due indagati che, assoldati dal proprietario di un esercizio commerciale, hanno incendiato i locali coperti da assicurazione, collocati in un condominio per civili abitazioni, miracolosamente scampate all’incendio grazie al provvidenziale e tempestivo intervento dei vigili del fuoco». (Antonio Alizzi)

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