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Roselli ai futuri allenatori calabresi: “La nostra figura è nulla senza una società forte”. Le foto della serata di Cetraro

L’allenatore del Cosenza è stato ospite a Cetraro dell’Aiac al corso per allenatori Uefa B. Presente anche il responsabile dell’area tecnica Massimo Cerri, insieme anche a  Gigi De Rosa, presidente dell’Associazione degli allenatori.

Per più di due ore Giorgio Roselli e Massimo Cerri si sono prestati a rispondere alle domande dei futuri allenatori calabresi al Liceo Lopiano di Cetraro, accompagnati da Gigi De Rosa e Michele Cosenza dell’Assoallenatori. Il tecnico rossoblù non si è sottratto a nessun argomento sottopostogli dai 40 iscritti al corso: dagli aspetti rigurdanti la preparazione delle gare, a quelli psicologici nell’affrontare una partita o un avversario particolare, per poi continuare a parlare dell’inserimento dei giovani in prima squadra e dell’importanza proprio dei settori giovanili. Non sono mancati i ricordi del Roselli calciatore (“Avevo due piedi ed una visione a 361° ma mi mancavano la forza fisica ed il gioco aereo”), mentre Cerri ha risposto anche sulla figura del mental coach, argomento sul quale il dirigente cosentino presenterà la tesi nel corso per diventare direttore sportivo prossimamente: “La ritengo fondamentale”. Roselli ha poi evidenziato l’importanza delle società: “Noi allenatori possiamo essere i più bravi al mondo, ma dobbiamo essere sempre supportati da società forti. Solo così si può fare bene”.

Tra una domanda e l’altra non sono mancati i riferimenti al momento attuale del Cosenza: “Non ho mai vissuto un periodo così. La sconfitta di domenica è un qualcosa di unico. Sono rimasto ancora al momento del nostro vantaggio e non capisco come abbiamo potuto perdere. Tra le sconfitte dell’ultimo periodo quella che fa più male è quella di Taranto visto che comunque noi giocavamo con 7/8 titolari. Domenica prossima non sarà facile nemmeno per il Lecce visto che anche loro sono reduci da un periodo negativo. Certo, per chi perde, poi sarà dura soprattutto psicologicamente”. Infine, prima di essere premiato dal Prof. Elio Ferrante in rappresentanza della scuola con un vassoio realizzato appositamente dai ragazzi del Liceo Artistico per l’occasione, un pensiero generale sul fare calcio a Cosenza: “Bellissimo e difficilissimo allo stesso tempo. C’è una passione infinita ed un calore che ci fa stare bene, ma allo stesso tempo delle grandissime pressioni. Lo ha detto anche Zaccheroni poco tempo fa. Dopo aver allenato a Cosenza non ti fa veramente paura niente nel mondo del calcio”. (Alessandro Storino)

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