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Rango-zingari, tutti i dettagli dell’operazione della Dda di Catanzaro

Rango-zingari, tutti i dettagli dell’operazione della Dda di Catanzaro

L’ordinanza del gip Distrettuale Tiziana Macrì riporta alcuni casi di aggravamento della misura, mentre in altri ci sono nuovi spunti investigativi che hanno portato i carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza e la Dda di Catanzaro a richiedere l’arresto per diversi soggetti già coinvolti in “Nuova Famiglia” e “Doomsday”.

Siamo di fronte a un’integrazione di nuovi elementi investigativi – dichiarazioni di pentiti perlopiù – che hanno permesso alla Dda di Catanzaro di far scattare una nuova richiesta di misura cautelare per 21 soggetti, di cui tre non raggiunti da ordinanza cautelare come vi spiegheremo più tardi.

Il gip Distrettuale di Catanzaro Tiziana Macrì, letti gli atti arrivati sulla sua scrivania, ha analizzato e ricostruito quello che già era emerso sia in “Nuova Famiglia” che in “Doomsday”. Quella di oggi è la continuazione del “Giorno del giudizio” e riguarda reati-fine che trovano uno sbocco investigativo importante, tale da dover costringere i nuovi-vecchi indagati a difendersi nelle sedi opportune o in alcuni casi solo a dover scontare la pena in carcere in quanto condannati in primo grado col rito abbreviato per associazione mafiosa oppure con l’aggravante dell’articolo sette. 

Ma vediamo nel dettaglio quali sono i capi d’accusa che pendono adesso sulle 18 persone arrestate

Il presunto boss Maurizio Rango, condannato all’ergastolo, deve rispondere di una tentata estorsione che si incastra con l’omicidio Messinetti, al danneggiamento aggravato di tre veicoli, di porto illegale di armi da fuoco in luogo pubblico, di tre estorsioni e di due violazioni di domicilio aggravate dal metodo mafioso.

Antonio Abbruzzese, classe 1975, è sospettato di un’estorsione e di due violazioni di domicilio aggravate dal metodo mafioso; Gianluca Arlia è accusato di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico; Cosimo Bevilacqua di associazione per delinquere di stampo mafioso; Giuseppe Esposito di due estorsioni aggravate dall’articolo sette; Francesco Ciancio di associazione mafiosa; Antonio Imbroinise di associazione mafiosa e tentata estorsione aggravata dall’articolo sette; Domenico Mignolo è sospettato di violazione di domicilio aggravato dall’articolo sette; Rocco Bevacqua di associazione mafiosa e di tre tentate estorsioni aggravate dall’articolo sette; Celestino Bevilacqua di associazione mafiosa e di una tentata estorsione aggravata dall’articolo sette; Danilo Bevilacqua di associazione mafiosa e violazione di domicilio aggravata dall’articolo sette; Leonardo Bevilacqua di associazione mafiosa; Domenico Cafiero di associazione mafiosa così come Luca Maddalena e Mario Perri; Gianluca Barone è sospettato di associazione per delinquere dedita al narcotraffico; Attilio Chianello è accusato di associazione mafiosa, di una tentata estorsione e un’estorsione aggravate dall’articolo sette; Andrea Greco di associazione mafiosa.

Il gip Distrettuale Tiziana Macrì non ha concesso la misura cautelare per Giovanni Iannuzzi («si osserva che lo stesso, per quanto risulta dagli atti è sottoposto alla misura dell’obbligo di presentazione per lo stesso fatto per cui è richiesta»), Francesca Abbruzzese e Antonio Abbruzzese, detto “Strusciattapine” classe 1970 («in quanto si osserva che la riqualificazione del fatto operata in sentenza in rapporto alla pena irrogata consente di escludere, allo stato, l’integrazione delle esigenze cautelari di rito con conseguente decisione di rigetto della mozione cautelare nei confronti di entrambi gli imputati»).

Il collegio difensivo è composto, tra gli altri, dagli avvocati Antonio Sanvito, Antonio Ingrosso, Giorgia Greco, Cesare Badolato, Filippo Cinnante, Mariarosa Bugliari e Francesco Tomeo. (Antonio Alizzi)

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