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La Jolly Rosso, la Rigel e le altre navi dei veleni. Ecco il servizio de Le Iene

La Jolly Rosso, la Rigel e le altre navi dei veleni. Ecco il servizio de Le Iene

Ieri sera su Italia 1 è andato in onda un servizio dedicato alle navi dei veleni che infestano il mare a largo delle coste calabresi. Grande attenzione al caso del capitano De Grazia.

Il mistero delle navi dei veleni affondate a largo delle coste calabresi è un tema più che mai di attualità. Sull’argomento, da sempre, c’è un nebbia che confonde chi vorrebbe vederci chiaro e un alone di mistero su quello che in effetti potrebbe rivelarsi il segreto di Pulcinella. Esistono atti che certificano il trasporto di materiale tossico o radioattivo a bordo delle imbarcazioni le quali, nel corso degli anni, sono scomparse improvvisamente dai radar. Da una stima, seppur approssimativa, se ne contano più di venti.

Delle navi dei veleni e della Rigel in particolare, affondata in provincia di Reggio Calabria lungo il litorale ionico a Capo Spartivento e mai ritrovata, se ne è occupato il programma “Le Iene”. Ha mandato in onda un servizio che alimenta nuove domande su quanto avvenuto nella nostra regione negli ultimi trent’anni. Il servizio ha largamente parlato della morte del capitano di corvetta Natale De Grazia, leader degli investigatori in cerca di verità sul presunto affondamento di rifiuti tossico-radioattivi a bordo di vecchie navi.

Nel servizio è stata citata, con tanto di immagini dell’epoca circa lo spiaggiamento, pure la nave Jolly Rosso che si arenò ad Amantea. Secondo un’inchiesta condotto da L’Espresso, trasportò duemila tonnellate di uranio dal Libano a Porto Marghera, dove poi questo rifiuto radioattivo, nonostante gli altissimi rischi ambientali, era stato ugualmente smaltito. Ad Amantea e dintorni, però, da quella mattina del 1990 il tasso tumorale è aumentato vertiginosamente. Ecco il servizio de Le Iene andato in onda ieri su Italia 1.

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