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Prendocasa: «A Cosenza in atto la svendita del patrimonio pubblico»

Prendocasa: «A Cosenza in atto la svendita del patrimonio pubblico»

Il comitato che lotta contro l’emergenza abitativa ha individuato, avvalendosi di dati numerici, una serie di immobili messi all’asta e che potrebbero essere destinati ai ceti meno abbienti.

La produzione di documenti e di inchieste da parte del comitato Prendocasa, attivo ormai da anni a Cosenza per contrastare l’emergenza abitativa, non si arresta. «Solo qualche giorno fa denunciavamo il paradosso relativo a palazzo Caselli-Vaccaro – scrivono in una nota – Ovviamente nessuna risposta, ma tanto  imbarazzo a Palazzo dei Bruzi per chi credeva potesse passare inosservato questo regalo ai privati a discapito di chi soffre il bisogno casa in questa città. Il programma di svendita del patrimonio pubblico targato Luciano Vigna continua, le politiche di austerità imposte dal governo e dall’Europa entrano in rotta di collisione con i tanti piaceri e patti stretti dall’amministrazione con i vari pezzi dell’imprenditoria e della politica locale. Bisogna fare cassa e lo si fa cercando di non pestare i piedi a nessuno con scelte che penalizzano i ceti meno abbienti».

Prendocasa a questo punto si focalizza su un’altra situazione ritenuta incresciosa. «Un altro caso eclatante di svendita è quello dell’ex deposito ferroviario, oggi “Caffè Letterario”: stabile di 320 mq. ubicato tra piazza Matteotti e piazza Giacomo Mancini, occupato dai movimenti cittadini che ne fecero esperimento virtuoso di incontro e condivisione e che poi, malauguratamente,  fu fittato per anni. Ora è vuoto e in vendita, base d’asta 725.000,00 euro. Ci auguriamo che nessuno abbia presentato offerte e che venga utilizzato seriamente per attività sociali e culturali e non come mezzo di scambio per qualche favore che l’amministrazione deve rendere ai tanti gruppi di potere di questa città. Interessato dalla svendita non è ovviamente solo l’ente comunale, ma anche la Provincia di Cosenza».

L’argomentazione portata avanti da Prendocasa si basa sulla visura delle carte. «All’interno del “Piano delle alienazioni dei beni immobili dell’ente” approvato dalla giunta provinciale Oliverio – continua a il comitato – rientrano diversi stabili. “Palazzo Lecce”, ex ITC di via R. Montagna  superficie di 1.440 metri quadri e un valore di stima di 1.765.752 euro, “Palazzo Gallo” ex ITG di viale Trieste primo piano di 18,5 vani per un valore di stima di 1.203.600 euro e dell’ex ITC “Serra” di via Bendicenti, intero stabile per una superficie di 3.208 metri quadrati e un valore stimato sui 1.272.269,80 euro. Rimane ancora inutilizzato e vuoto  l’ex convento delle Canossiane nel rione Massa, dove furono investiti  ben 3 milioni e 615 mila euro per la sua ristrutturazione. Un altro stabile interessato che si sta svendendo è palazzo Fiordalisi in Viale della Repubblica, importo a base d’asta 1.850.000,00 euro. Un immobile usato per 20 anni come “case-parcheggio” per famiglie in emergenza abitativa, “fittato dalla Curia al Comune” si diceva, sgomberato dopo un lungo contenzioso tra le parti ed oggi sventrato. In questi giorni si apprende essere la sede degli “Istituti Santa Maria in Aquiro”, un’istituzione pubblica di assistenza e beneficenza, di proprietà della Regione Lazio. Perché adesso lo stabile non viene utilizzato per arginare l’emergenza abitativa cittadina? Di sicuro qualche consigliere/avvocato potrebbe illuminare la città rispetto alla storia, visto che ha gestito per molteplici anni il contenzioso. Quando affermiamo che l’emergenza abitativa non è terminata e che le risorse ci sono e sono sotto gli occhi di tutti lo facciamo con cognizione di causa, quindi. In questa città e in tutta la provincia serve rispondere al bisogno casa, servono case popolari e politiche abitative strutturali e non emergenziali. Non sopporteremo che decine di immobili rimangano vuoti e che in migliaia siano costretti a vivere in strada o in condizioni di disagio assoluto».

 

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