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Caso luminarie, Med Labor ancora nel mirino della procura di Cosenza

Caso luminarie, Med Labor ancora nel mirino della procura di Cosenza

La Guardia di Finanza di Cosenza su disposizione del procuratore capo Mario Spagnuolo e del procuratore aggiunto Marisa Manzini questa mattina si è recata a Palazzo dei Bruzi per acquisire tutta la documentazione della gara vinta dalla cooperativa di Antonio Scarpelli, già indagato nell’inchiesta.

Non devono essere giorni sereni per Antonio Scarpelli, titolare di Med Labor, la cooperativa che pochi giorni fa si è assicurata una gara per la realizzazione delle luminarie nei vari mercatini di Natale presenti nel centro città e in particolare in piazza Bilotti. La cifra sarebbe vicina ai 130mila euro, ma la questione più che legale – aspetto che dovrà essere vagliato dalla magistratura – è puramente politica.

Il recente attacco di Carlo Guccione all’indirizzo del sindaco di Cosenza ha regalato in realtà al primo cittadino un assist sul quale rispondere, spiegando dal canto suo che «il mio indirizzo politico si ferma a questo, non appartenendo alla mia competenza né le misure né gli strumenti operativi che spettano all’ambito amministrativo. L’unica pretesa è l’assoluta regolarità degli atti».

Il caso delle luminarie, però, è costantemente monitorato dalla procura di Cosenza, tant’è vero che questa mattina i finanzieri del Comando provinciale di Cosenza, su ordine del procuratore capo Mario Spagnuolo e del procuratore aggiunto Marisa Manzini, si sono recati nuovamente a Palazzo dei Bruzi per acquisire tutta la documentazione relativa all’aggiudicazione definitiva a Med Labor. Inoltre le Fiamme Gialle avrebbero sentito anche un dirigente comunale come persona informata sui fatti.

L’inchiesta, tuttavia, è nota: nel registro degli indagati ci sono Carmine Potestio, ex capo di Gabinetto del sindaco Mario Occhiuto, i dirigenti Carlo Pecoraro e Domenico Cucunato e gli imprenditori Antonio Scarpelli, Francesco Amendola e Antonio Amato. I magistrati cosentini sospettano che Palazzo dei Bruzi abbia favorito le cosiddette “ditte amiche” che in questi anni hanno avuto numerosi lavori attraverso affidamenti diretti che oggi sono al vaglio della Guardia di Finanza. Accertamenti investigativi condotti passo dopo passo e arricchiti dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Adolfo Foggetti e Francesco Galdi. Proprio Foggetti – ed è la dimostrazione che Scarpelli l’ha conosciuto davvero – nei giorni scorsi nel processo ordinario di primo grado “Rango-zingari” che si svolge a Cosenza ha rivelato di aver comprato una presunta partita di droga a Gioiosa Jonica «con Antonio dell’illuminazioni» che come vi abbiamo già raccontato qualche minuto dopo, incalzato dal presidente Enrico Di Dedda, sarà meglio identificato in «Antonio Scarpelli» ha precisato Adolfo Foggetti. I due come fanno a conoscersi? Lo spiega lo stesso “Biondo”. «Con questa persona sono stato controllato dalla Polizia stradale nei pressi di Rosarno, a bordo di una Fiat 600 di colore grigio». Un riferimento preciso che non dimostra ovviamente che i due abbiano davvero acquistato la sostanza stupefacente, ma che in uno dei tre viaggi menzionati dal pentito fossero nella stessa auto.

Ciò che rientra negli atti dell’inchiesta, invece, sono le parole che riferiscono di confidenze che Scarpelli avrebbe fatto a Foggetti circa gli “appoggi” all’interno del Comune di Cosenza e tra questi vi sarebbe Carmine Potestio.

La palla rimane sempre tra le mani dei magistrati che in questa fase devono ricostruire il tutto e presentarsi alla fine di questa prima fase dell’indagine con qualcosa di concreto in mano. Tuttavia, i sei mesi dall’atto di notifica degli avvisi di garanzia scadranno tra quattro giorni e la procura di Cosenza – alla luce degli ultimi fatti – potrebbe chiedere una proroga delle indagini oppure valutare – se non l’ha già fatto – di prendere altre strade che inguaierebbero le posizioni degli attuali indagati sempre che non ve ne siano di nuovi. (Antonio Alizzi)

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