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Forte: “Alla conquista della Basilicata con il mio Maratea. Beach soccer? Io in campo contro Romario e Cantona!”

Forte: “Alla conquista della Basilicata con il mio Maratea. Beach soccer? Io in campo contro Romario e Cantona!”

Esperienza fuori regione per Andrea Forte, che guida il Maratea in Prima Categoria lucana ed è primo in classifica. “Dagli anni al Praia fino alle soddisfazioni con il beach soccer e la sfida contro campioni assoluti”.

 

Una vita passata al Praia ma, da quest’estate il cambio di città e di regione. Per esportare il suo calcio vincente ed i suoi gol anche in Basilicata. Andrea Forte, praiese doc, oggi allenatore-giocatore del Maratea, dopo 9 giornate di campionato è in testa al campionato di Prima Categoria alla guida dei tirrenici: “Non se lo aspettava nessuno. La società voleva disputare un campionato tranquillo, dopo la salvezza tribolata dello scorso anno. Anche il budget è ben diverso dalle altre, visto che a differenze delle favorite Castelluccio e Castelnuovo, da noi si è speso molto meno. Ci godiamo il momento e vediamo dove possiamo arrivare”.

Fino a maggio però, allenatore di un Praia capace di ripartire con lui in panchina e vincere due campionati di fila: “Dopo 3 anni credo che il ciclo fosse ormai chiuso. E’ stato un distacco reciproco sia da parte della società che da parte mia. Sono contento di essere stato uno degli artefici della ripartenza del calcio a Praia anche come allenatore, dopo esserlo stato come giocatore. Alla fine, escludendo una stagione in cui ho giocato tra Montalto e Scalea, ed un altro mezzo anno a Tortora, ho giocato ininterrottamente con la squadra della mia città per 13 anni. E negli ultimi 3 in panchina siamo tornati in Prima Categoria, perdendo una semifinale play-off per accedere in Promozione la scorsa stagione”.

Forte sta provando piano piano a fare sempre di più l’allenatore e sempre meno il calciatore ma a 39 anni, c’è ancora bisogno ogni tanto delle sue prodezze e del suo sinistro magico: “Mi butto dentro quando ce n’è bisogno. Spero quest’anno di tagliare il traguardo dei 300 gol. Sono a quota 294 con i 2 segnati in questa stagione”. Differenze tra il calcio calabrese e quello lucano? “A livello qualitativo, credo che non ci sia grossa differenza. Ciò che fa la differenza è il modo in cui si vivono le partite. Qui c’è estrema tranquillità. Anche il pubblico vive tutto con leggerezza senza quei climi infuocati classici del nostro calcio. Meglio o peggio per me? Diciamo che il mio modo di vedere il calcio è più simile a quello calabrese, ma a Maratea mi sto trovando benissimo e sono contento della scelta fatta. Anche perchè il mio è un ritorno, visto che il mio primo campionato l’ho fatto proprio con loro in Eccellenza più di 20 anni fa”.

Da lì l’inizio della sua carriera che lo ha portato fino ai campi della Serie D in Umbria prima del ritorno in Calabria con il Praia. Ma quello che Andrea Forte ha fatto nel calcio (tra l’altro anche 3 titoli di capocannoniere, 2 in Promozione ed 1 in Prima Categoria), non è per nulla paragonabile a quello che ha realizzato nel beach soccer. Infatti Andrea Forte è tutt’oggi un’istituzione di questo sport a livello internazionale: “Ho giocato per 8 anni in nazionale disputando 2 Mondiali in Brasile e 3 Europei. Ho collezionato 73 presenze con la maglia dell’Italia e sono riuscito a vincere con i miei compagni, l’unico titolo presente nella bacheca azzurra, ovvero gli Europei del 2005 in Francia, quando a Marsiglia in finale siamo riusciti a battere il Portogallo”.

Uno sport che, al di là delle apparenze, con il calcio ha ben poco da spartire: “Ho visto giocatori fortissimi di calcio a 11 non riuscire a fare due passaggi sulla spiaggia ed ovviamente anche il contrario”. Viaggi in tutto il mondo che gli hanno permesso di giocare al fianco di tantissimi grandi ex campioni del calcio che a fine carriera si sono cimentati con il beach soccer. Nomi da paura per gli appassionati di calcio ma che magari nel rettangolo di spiaggia erano meno forti di Andrea Forte: “Nel mio primo mondiale in Brasile, nella nazionale di casa c’era Romario. Poi ho giocato contro la Francia che schierava Cantona (nella foto)e contro la Spagna che aveva in campo Salinas.forte-cantona Mentre con l’Italia ho avuto modo di giocare insieme a Pagliuca, Di Biagio, Di Canio, Ganz, Del Vecchio e Di Livio“. Insomma soddisfazioni di primo livello in uno sport ovviamente meno famoso del calcio ma che lo ha portato a conoscere ed a confrontarsi contro dei campioni visti soltanto in tv.

Oggi però la realtà è un’altra. C’è un nuovo campionato da vincere ed altre soddisfazioni da togliersi come allenatore: “Voglio giocarmi una chance e provare a vedere come va. Fare l’allenatore a certi livelli sarebbe un sogno ed io lo sto provando ad inseguire con tutte le mie forze”. (Alessandro Storino)

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