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Manifestazione di Sangineto, il Psi prende posizione

Manifestazione di Sangineto, il Psi prende posizione

Il leader Franz Caruso: «Parteciperemo al corteo. Fatti come quello che ha visto vittima il povero Angelo, però, non devono far criminalizzare l’intera cittadinana».

Domani a Sangineto è prevista l’attesa manifestazione indetta dalle associazioni animaliste per ricordare quanto successo al cane Angelo e condannare un gesto che ha fatto discutere l’Italia. Il Psi cosentino interviene sulla uccisione del povero cane Angelo nel Comune di Sangineto, per chiarire ruoli e responsabilità di questa tragica vicenda. «E’ utile premettere – afferma il segretario provinciale Franz Caruso – che la cultura e il rispetto degli animali fa parte della nostra tradizione e dei nostri valori. Il Psi calabrese e cosentino si è sempre occupato del problema del randagismo e della tutela degli animali. Nel 2009, infatti, era stato avviato, dall’allora assessore regionale Luigi Incarnato, un serio tavolo di confronto per definire e risolvere la problematica grande e, al tempo stesso, rischiosa dei cani “senza padroni “».

Era negli intendimenti dei Socialisti offrire  ai randagi strutture più moderne e attrezzate, che potessero sostituire, in breve tempo, i vecchi e vetusti canili. Si era lavorato per favorire, attraverso i finanziamenti comunitari, la realizzazione dei Parchi-Canili provinciali, con annesso servizio veterinario. Parchi aperti al pubblico, nei quali sarebbe stato possibile, tramite le associazioni animaliste, favorire e incentivare le adozioni per le famiglie. Un progetto serio e responsabile che, tuttavia, una giunta regionale di centrodestra ha voluto completamente ignorare e sottovalutare. Spero che l’attuale governo regionale possa aprire un tavolo di confronto per la realizzazione, anche in Calabria, dei parchi canili.

«Perché fatti come quello che ha visto vittima il povero Angelo, non abbiano più a verificarsi – continua Caruso – È disumano quanto gli è stato fatto. Non meritava assolutamente, meno di altri essere umani, di essere torturato, impiccato, e poi immortalato attraverso il video di un telefonino, quasi come se si dovesse ostentare un trofeo. I quattro giovani che hanno compiuto un gesto così vile non meritano, certamente, alcuna attenuante e, men che meno, alcuna esimente. La loro posizione non può essere in alcun modo giustificata, vista la portata e la violenza gratuita delle loro azioni, tragicamente espressa nel terribile video girato. Hanno sbagliato e, per questo, affronteranno un giusto processo. Tuttavia, non è giusta e dev’essere quanto più contrastata l’idea, diffusa da mass media e associazioni animaliste, che ha tradotto l’agire sconsiderato e criminale dei quattro giovani, nella criminalizzazione dell’intera comunità di appartenenza».

«L’immagine totalmente negativa che, in questi giorni, certa stampa nazionale e locale ha voluto attribuire alla cittadina di Sangineto è assolutamente inaccettabile – continua Caruso – Sangineto è un paese ospitale e accogliente, abitato da persone civili, solidali e tolleranti, che non può e non deve essere messo alla gogna, additato come omertoso o, peggio ancora, considerato “complice” dell’efferata uccisione del cane Angelo. Immagine, viceversa, difesa e rappresentata dalla Amministrazione Comunale che, sin da subito, ha condannato l’accaduto e posto in essere atti e fatti politico- amministrativi volti a tali fini. Gli unici responsabili di questo gesto sono coloro che lo hanno commesso e che, sin da subito, sono stati individuati come tali. Nel nostro sistema, la “responsabilità penale è personale”. E’ questo l’unico principio in materia. Un principio sancito dalla Costituzione e che di certo non può essere sostituito dal pregiudizio o da tutti quegli assiomi popolari sulla corresponsabilità, con l’autore del fatto, della intera comunità di appartenenza del singolo».

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