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Aita cuore orange: “A Mendicino fino a 40 anni e che ricordi gli anni col Rende di Mirabelli”

Aita cuore orange: “A Mendicino fino a 40 anni e che ricordi gli anni col Rende di Mirabelli”

Il capitano della squadra cosentina: “Qui un gruppo di amici. Spero di giocare con questa maglia ancora per tanti anni. Quest’anno vogliamo salvarci”. E poi sulla sua carriera: “L’esperienza di Rende indimenticabile”.

 

Sono da 5 anni qui e mi sento bene”. Sorridente, sincero e sicuro. Queste sono le tre S che dipingono il profilo di Emiliano Aita, esperto capitano dell’Asd Pol. Mendicino arrivato alla quinta stagione in maglia orange dopo aver girovagato per i campi calabresi con diverse maglie. Rende e Rossanese di sicuro le più importanti ma anche Luzzese, San Fili, Aprigliano, Fuscaldo, Zumpano sono state tappe fondamentali per la carriera del difensore cosentino.

“Rende è la società che più mi è rimasta nel cuore. Quei 2 anni, coronati con la vittoria del campionato di Eccellenze e Serie D, sono stati fondamentali per la mia crescita. Ascoltare e seguire i consigli di Alessandro Caridi, Vittorio Perrotta, Brunello Trocini e Michele Napoli è stato sicuramente formativo così come imparare le strategie tattiche di Mister Franco Giugno, grande conoscitore di calcio calabrese”. Oltre alle vittorie, Aita degli anni in biancorosso ricorda anche aneddoti e siparietti simpatici. “I ricordi più divertenti sono legati sicuramente ai ritiri a Villaggio Palumbo – racconta Aita – dove sotto l’occhio vigile del prof Michele Bruni e del dg Massimiliano Mirabelli (ora al Milan ) ci divertivamo con scherzi e risate. Tra i tanti aneddoti ricordo il peperoncino sullo spazzolino, i calzini bucati e i lacci intrecciati (dove passavi le ora per scioglierli ) tutta opera di Ugo Napolitano, allora perno difensivo del Rende,  che poi però ci portava le merendine in stanza di nascosto dal mister e dava consigli a noi più giovani su come comportarci in campo e soprattutto fuori”.

Dopo quattro campionati vinti, l’ultimo proprio lo scorso anno nella finale Playoff  con l’attuale maglia numero 5,  il presente e forse anche il futuro di Aita adesso si chiama Mendicino. “Questo è un meraviglioso gruppo guidato dal presidente Lioi, dal ds Dodaro e dall’amico prima di tutto e poi allenatore Attilio Ghionna. La nostra forza è il collettivo e l’amicizia che ci lega anche fuori il rettangolo di gioco; credo molto in questo progetto e quotidianamente cerco di insegnare nel mio piccolo e di dare consigli ai più giovani cercando di far capire loro che solo attraverso il lavoro e i sacrifici si possono raggiungere risultati importanti”.

Traguardi importanti ma anche molto difficili, come la salvezza nel duro girone B di Prima Categoria. “Dopo un inizio difficile, ci stiamo riprendendo ma ancora c’è molto da fare per raggiungere il nostro obiettivo cioè la salvezza. Non sarà facile ma siamo pronti a giocarcela con tutti”. Alla soglia dei trentadue anni e con tanta voglia ancora di giocare, Aita si ritiene soddisfatto di ciò che il calcio fin’ora gli ha dato. “Ad oggi posso dire di essere soddisfatto della mia umile carriera e non ho assolutamente voglia di smettere, anzi se posso giocherò fino a 40 anni perché finché ci sarà la passione e la gioia di scendere in campo, di certo non mi fermerò”. (Stefano Dodaro)

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