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Cosenza, nulla è perduto

Cosenza, nulla è perduto

– l’editoriale di Piero Bria –
Una strigliata sì, ci sta ed è giusta. L’ha fatta il dirigente Federico ieri a nome della società. Lo farà, ne siamo certi, anche il tecnico Roselli nel chiuso dello spogliatoio.

Spronare una squadra significa stimolarla. A volte anche punzecchiandola. E’ il caso del Cosenza che ritorna con le ossa rotte da Siracusa. Una partita che, però, non deve intaccare lo spirito e la voglia di uno spogliatoio che, fino ad oggi, sta offrendo un discreto campionato.

La stagione, però, non si conclude oggi, neppure sabato prossimo. Ci sono ancora tanti, tanti mesi. Farne un dramma è sbagliato, lasciar correre lo è in egual misura. Una strigliata sì, ci sta ed è giusta. L’ha fatta il direttore generale Federico ieri a nome della società. Lo farà, ne siamo certi, anche il tecnico Roselli nel chiuso dello spogliatoio. E’ la normalità dopo una gara dove poco è stato fatto. Ma è anche giusto dare atto alla squadra di aver dato il massimo, specialmente quest’anno, spesso in condizioni non sempre idonee (soprattutto a causa dei numerosi infortuni). Stimolare Caccetta e compagni a dare di più è cosa buona e giusta. Ma sempre coscienti di ciò che siamo stati e siamo tutt’oggi.

Dagli errori si impara e, come diceva Elbert Hubbard: «Il più grande errore che si può fare nella vita è quello di avere sempre paura di farne uno». Ci siamo risollevati sempre con Roselli in panchina. Lo faremo ancora. Perché questa squadra ha un’anima. Ed è per questo che, ne siamo certi, riuscirà ad avere un ruolo da protagonista fino alla fine. Il Cosenza ha tanti difetti (strutturali) ma di sicuro non gli manca quella caparbietà e quella voglia che consentono di lottare fino alla fine.

E finalmente (da sottolineare finalmente) la società si è mossa in anticipo con i rinnovi che lasciano ben sperare per il futuro. Un segnale che non ci lascia indifferenti. Con la speranza che sia l’inizio di un nuovo percorso… che sia ambizioso e duraturo nel tempo. E al Cosenza di Roselli diciamo che l’unico vero errore è quello da cui non impariamo nulla. Perciò rialziamoci e ripartiamo, il campionato è lungo. Ancora molto dovrà accadere.

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