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Guarascio deluso. A Cerri e Roselli chiederà di più dal suo Cosenza

Guarascio deluso. A Cerri e Roselli chiederà di più dal suo Cosenza

Saranno decisivi gli incontri con Catania e Akragas: il presidente è insoddisfatto dei risultati ottenuti nelle prime 15 giornate di campionato. Pretende di più da squadra e area tecnica.

Guarascio non ha digerito il ko con il Siracusa e il dg Federico nel post-partita non le ha mandate a dire: sia Cerri che Roselli sono consapevoli del malumore del presidente, che per adesso non medita passi clamorosi. Il numero uno del club ha intenzione di parlare con i due massimi esponenti dell’area tecnica rossoblù e fare il punto della situazione. L’incontro dovrebbe avvenire entro un paio di giorni a Lamezia Terme o direttamente in città. Direttore sportivo e allenatore dovranno spiegare al patron perché ogni qual volta c’è da fare il passo decisivo verso l’alto arriva una brusca frenata.

Guarascio a più riprese ha parlato di campionato ambizioso e di vertice, ma fin dalla prima giornata sembrava evidente che il divario economico e di investimenti effettuati sul mercato con le prime quattro della classe avrebbe reso difficile migliorare il famoso quinto posto. Questa, nonostante la società abbia speso qualcosa in più rispetto ad un anno fa, è la base da cui si è partiti vincendo il derby a Catanzaro.

Il passato, tuttavia, conta poco. Ora è di attualità l’insoddisfazione del presidente che contro Catania e Akragas pretende una svolta decisa. Lo dirà anche ai calciatori, alcuni dei quali apparsi svogliati e poco sul pezzo. Il club è del parere che si possa fare molto meglio di così, del resto 6 sconfitte nelle prime 15 giornate di campionato sono tante. Tantissime se si pensa che nell’ultimo torneo gli stessi ko arrivarono a margine di 34 incontri.

Per farla breve Roselli non dovrebbe essere a rischio, ma Guarascio è l’uomo degli ultimatum (ricordate quelli dati a Patania e Cappellacci?). Per una questione di rispetto non ne darà al tecnico che ha riportato in alto una squadra presa in fondo alla classifica, ma non gli nasconderà la propria delusione. Sa bene che i successi sportivi del suo Cosenza portano il nome e il cognome del signore che siede in panchina da due anni e senza il quale chissà a chi si sarebbe affidato. Ecco, quando viene aggredito da strani pensieri è speranza che rifletta su quanto visto negli ultimi tempi. Fermo restando che Cerri e Roselli dovranno essere molto convincenti stavolta. Davvero molto. (Antonio Clausi)

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