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Gambino: «Cosenza, blackout inspiegabili»

Gambino: «Cosenza, blackout inspiegabili»

L’attaccante rossoblù Gambino: «A Siracusa il mio gol era regolare, ma non ci penso. Dobbiamo voltare pagina col Catania e saper accettare le critiche dell’ambiente». 

Giuseppe Gambino è il calciatore che ha realizzato più gol in squadra. I suoi quattro centri sono stati spesso pesanti, come quello con la Virtus Francavilla che è valso tre punti fondamentali. Anche a Siracusa era andato a segno, ma il collaboratore dell’arbitro ha alzato la bandierina vanificando la sua zuccata. «Il mio gol era regolare – dice – Non voglio parare di Cosenza penalizzato, perché è inutile. Dobbiamo solo voltare pagina e pensare al Catania».

Il direttore sportivo Cerri ha voluto incontrare in mattinata tutti i calciatori della rosa: un faccia a faccia finalizzato a chiudere il capitolo relativo al ko in terra siciliana. In appuntamenti del genere serve qualcosa in più, questo il concetto espresso dal ds nel faccia a faccia. «Abbiamo parlato delle quattro sconfitte nelle ultime sei gare – spiega il centravanti siciliano – Anche noi non riusciamo a capire il motivo dei blackout di Andria e Siracusa. E’ facile trovare motivazioni quando giochi a Lecce, ma dobbiamo trovarle in tutti gli stadi. Sono del parere che ognuno di noi deve dare di più e fare esame di coscienza. Questione di carattere? Gambino quando c’è un periodo no tira fuori il meglio di sé, posso parlare solo a livello personale pertanto. La cosa importante è tornare a macinare i punti».

L’appuntamento con il gol manca da qualche settimana. «Devo stare tranquillo, anche se quando sono a casa ci penso sempre. Rivedo le azioni salienti e cerco di capire dove ho sbagliato. Di certo al De Simone abbiamo fatto fatica a creare. L’unica medicina che conosco è il lavoro». Chiusura dedicata al prossimo incontro. «Col Catania sarà dura, anzi di più – spiega Gambino – Conosco Rigoli e so come opera. C’è un ambiente particolare alle falde dell’Etna, alla gente in questa situazione non gli basta vincere. Rapportando il tutto a quanto avviene a Cosenza posso dire di avere avuto la fortuna di giocare in tante piazze calde, ecco perché sono il primo a dire che le critiche vanno accettate. Fanno parte del nostro lavoro, come i complimenti dopo una bella partita».

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