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“Promoteo”, il giallo dei corsi fantasma: ecco le richieste di condanna

“Promoteo”, il giallo dei corsi fantasma: ecco le richieste di condanna

Il processo, a rischio prescrizione, si avvia verso la conclusione. Oggi il pubblico ministero Giuseppe Cozzolino ha avanzato le sue richieste, chiedendo la condanna di quasi tutti gli imputati come nel caso di Aniello Bafaro. Il collegio difensivo annuncia battaglia nelle discussioni. Contestato il lavoro investigativo della Guardia di Finanza.

Una requisitoria spalmata in più giorni nel corso della quale il pubblico ministero Giuseppe Cozzolino ha spiegato i motivi per i quali il tribunale di Cosenza in composizione monocratica deve condannare gli imputati coinvolti nel processo “Promoteo”, l’inchiesta della procura di Cosenza sui presunti corsi fantasma che avrebbero procurato un danno allo Stato.

Il sostituto procuratore Cozzolino ha chiesto la condanna per tutti gli imputati ad eccezione di uno, ricostruendo sostanzialmente tutta l’istruttoria dibattimentale tumultuosa e ripetitiva nel momento in cui il giudice che presiedeva il processo è cambiato e il collegio difensivo si è opposto a proseguire nell’escussione dei testi, ottenendo di risentirli tutti.

Nel processo tuttavia non sono mancati momenti di tensione, verbale s’intende, allorquando gli avvocati hanno contestato le indagini della Guardia di Finanza che per i legali degli imputati avrebbe fatto una serie di copia e incolla nei verbali di sommarie informazioni relativi alle persone che erano state convocate dagli investigatori e tutte praticamente partecipanti ai corsi che secondo l’accusa non sarebbero mai stati svolti. Una truffa notevole che sarebbe stata perpetrata utilizzando i fondi Por Calabria 2000-2006. I presunti illeciti sarebbero stati commessi tra il 2008 e il 2009.

Il pm Giuseppe Cozzolino
Il pm Giuseppe Cozzolino

Nel mirino del pm Cozzolino sono finiti ben 8 programmi di formazione per un ammontare complessivo di 370mila euro, erogati dalla Provincia grazie ai fondi Por della Regione. Le accuse? Per la procura di Cosenza gli imputati avrebbero certificato di aver sostenuto spese per le attività formative che invece sarebbero state svolte soltanto parzialmente o non sarebbero state svolte affatto. Inoltre avrebbero certificato una durata dei corsi superiore a quella effettiva e avrebbero anche falsificato le schede relative all’accertamento delle competenze di quanti avevano partecipato ai corsi. E infine: avrebbero documentato spese fittizie e in alcuni casi non avrebbero fornito il materiale didattico ai partecipanti alle lezioni. Il collegio difensivo tuttavia è pronto a dare battaglia, respingendo tutte le contestazioni. Aggiungiamo, però, che in realtà i reati sono praticamente prescritti. Il giudice monocratico Francesca De Vuono avrà giusto il tempo di emettere la sentenza di primo grado, ma in Appello l’inchiesta avrà il suo epilogo. 

Ecco nel dettaglio tutte le richieste formulate dal pubblico ministero Giuseppe Cozzolino: Anna Maria Caristia 9 mesi; Natale Ermes Manzi 9 mesi; Carmine Ruggiero 9 mesi; Paola Sanna 9 mesi; Francesco Marino 9 mesi; Rosario Marra 9 mesi; Anna Russo 6 mesi; Elvira Venneri 6 mesi; Antonella Biondi 6 mesi; Carlo Bruno 6 mesi; Renato Filice 6 mesi; Giovanni Spataro 6 mesi; Franca Falbo 6 mesi; Silvio Buono 6 mesi; Sergio Tempo 6 mesi; Giacinto Mannarino 6 mesi; Anna Maria Mannarino 6 mesi; Loredana Attanaglio 6 mesi; Rosa Fasci Spurio 9 mesi; Domenico Tonnera 9 mesi; Maria Luisa Vivacqua 1 anno e 4 mesi; Mario Pescatore 9 mesi; Antonio Malizia 14 mesi; Rosanna Mannarino 9 mesi; Maria Torremoto 9 mesi; Lina Falsetti 6 mesi; Paola Vivacqua 1 anno e due mesi mesi; Aniello Bafaro 2 anni e 6 mesi; Ada Ruffolo 6 mesi; Salvio Milioti 6 mesi; Gregorio Tullo 6 mesi; Vincenzo Gangi 9 mesi; Esterina Brancati 6 mesi; Libero Cafaro 1 anno e 4 mesi; Emilia Aiello 9 mesi; Diana Bruni 9 mesi; Domenica Falsetti 9 mesi; Vincenzo Merenda 9 mesi; Loredana Naccarato 9 mesi; Antonio Scornaienghi 9 mesi.

Chiesta l’assoluzione per Gerardo Colavolpe e Paola Vivacqua (per quest’ultima relativamente a tre capi d’accusa).

Il collegio difensivo è composto tra gli altri dagli avvocati Sergio Calabrese, Franz Caruso, Nicola Carratelli, Angelo Pugliese, Raffaele Rigoli, Antonio Geraci, Pasquale Naccarato, Eugenio Naccarato, Ernesto Granieri, Pierluigi Principato, Rosario Carbone, Ernesto D’Ippolito, Elisa Francesca Esposito, Francesco Porto, Mimmo De Rose e Sergio Campanella. (Antonio Alizzi)

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