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Calci e pugni alla sua compagna: dopo la denuncia scatta l’arresto

Calci e pugni alla sua compagna: dopo la denuncia scatta l’arresto

Il fatto è avvenuto a Scalea dove grazie all’intervento dei militari dell’Arma della Compagnia locale un uomo di origini rumene è stato arrestato con l’accusa di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. La donna è stata cacciata di casa al termine dell’ultima violenza subita. 

Continuano le operazioni dei Carabinieri di Scalea per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne specialmente quando è posto in essere da membri del medesimo nucleo familiare. I militari del locale N.O.R.M. hanno posto fine ad una brutta storia di maltrattamenti in famiglia che andava avanti da diverso tempo. Grazie all’aiuto dei militari, una donna classe’83 vittima di violenza si è determinata a denunciare i reati subiti ed uscire, così, da quella spirale di umiliazioni e vessazioni che era costretta a subire, per vergogna e paura dal proprio marito, un muratore rumeno classe’73.

L’uomo è stato arrestato dai Carabinieri all’apice dell’ennesima lite quando, tornato a casa ha iniziato a inveire contro la donna minacciandola ripetutamente e colpendola con calci e pugni. L’uomo successivamente ha cacciato la donna di casa spintonandola lungo due rampe di scale e facendola rovinare a terra. La vittima, scappata in strada, ha chiamato il numero di pronto intervento 112 permettendo ai Carabinieri di intervenire tempestivamente e di fermare l’uomo che nel frangente si era chiuso all’interno della propria abitazione.

La donna, trovata per strada vestita solo dell’accappatoio, ha denunciato ai militari dell’Arma che la condotta dell’uomo si protraeva in realtà da diverso tempo, e che proprio qualche giorno prima lo stesso l’aveva picchiata colpendola ripetutamente al volto. Trasportata presso il pronto soccorso dell’ospedale di Cetraro è stata riscontrata affetta da varie escoriazioni giudicate guaribili in giorni 20. L’uomo, arrestato con l’accusa di lesioni personali e maltrattamenti in famiglia, è ora in attesa di direttissima.

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