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Oreste Morcavallo scrive gli avvocati cosentini: «Un grande giurista guarda al futuro della Professione»

Oreste Morcavallo scrive gli avvocati cosentini: «Un grande giurista guarda al futuro della Professione»

Pubblichiamo integralmente la lettera dell’ex presidente dell’Ordine degli avvocati di Cosenza Oreste Morcavallo agli iscritti dopo la decisione del Cnf di trasmettere gli atti al ministero di Grazia e Giustizia che a breve ufficializzerà il nome del nuovo commissario.

Carissimi Colleghi,

le dimissioni di 7 Consiglieri porteranno al commissariamento del Consiglio su proposta del CNF ed alla nomina di un commissario, avvocato del foro di Cosenza, che avrà il compito di indire le prossime elezioni. 

Le soluzioni, delle dimissioni e del commissariamento, sono assolutamente ingiustificate in considerazione della prossima scadenza naturale del mandato per la imminente approvazione del nuovo Regolamento elettorale in sede deliberante al Senato. 

Abbiamo cercato unitamente ai consiglieri in carica, che ringrazio sentitamente, di assicurare una gestione ordinaria senza soluzioni di continuità per gli Iscritti, garantendo tutti gli adempimenti urgenti (iscrizioni, giuramenti, gratuito patrocinio, ecc.), ma soprattuto per evitare di disperdere il patrimonio costruito negli ultimi 10 anni. 

Un patrimonio costituito da straordinarie iniziative, quali la istituzione della Fondazione Scuola Forense nel centro storico della città, dell’organismo di mediazione (uno dei primi in Italia) dell’Osservatorio sulla Giustizia civile e penale, la realizzazione della nostra Biblioteca (con giudizio unanime tra le più belle di tutti gli Ordini), del Comitato Pari Opportunità, le varie pubblicazioni sui giuristi cosentini, i convegni e seminari che hanno visto la presenza di giuristi quali Pietro Rescigno, Giuseppe Abbamonte, Giuseppe Riccio, Vincenzo Cerulli Irelli, Francesco Gaetano Scoca, Francesco Caringella, Mario Sanino, Angelo Clarizia, di politici quali il sottosegretario alla Giustizia Melchiorre, il vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura, on. Michele Vietti, i rapporti e le iniziative con le Associazioni forensi, l’Università, la Camera Penale e la Camera Minorile, con cui abbiamo condiviso la realizzazione di convegni di altissimo livello nazionale, il sindacato Forense, che ha svolto un costruttivo ruolo di opposizione e di stimolo, di denuncia di problematiche varie. 

Ma l’iniziativa, cui va assegnato un valore pregnante, è l’apertura del Consiglio verso l’esterno, la società, le Istituzioni, diventando un centro propulsore di dibattito culturale-giuridico con il conseguente prestigio acquisito e riconosciuto unanimemente. 

Ai Consiglieri dimissionari, che pure hanno condiviso dieci anni di attività, e verso i quali non serbo alcun rancore, vorrei ricordare che il garantismo è lo strumento costituzionale di difesa dell’Avvocato, che ne è custode, nume tutelare; il garantismo fissato dall’art. 27 della Costituzione non è solo un principio costituzionale e processuale, ma è l’essenza stessa della Professione. 

Ai tanti giovani, cui abbiamo sempre guardato con varie iniziative, quali le convenzioni bancarie, i protocolli con gli Enti per le shorts list, le borse di studio, i corsi formativi, i masters, ecc. e che mi chiedono quale sia il segreto per diventare un grande Avvocato, ammirato in tutte le Corti Superiori, citato dai vari autori, io dico che lo studio, la creazione di rapporti intersoggettivi, da soli non bastano, occorre guardare alla Professione con dignità e con prestigio. 

La differenza tra un modesto avvocato ed un Giurista, parafrasando la politica, troppo spesso vituperata ma che a volte tiene pure regole e comportamenti lineari e dignitosi, è che un modesto avvocato guarda alle prossime scadenze elettorali forensi, un giurista guarda al futuro della Professione. 

Un abbraccio a tutti

Oreste Morcavallo

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