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Maximiliano Granata interdetto, pronto il ricorso al tribunale del Riesame

Maximiliano Granata interdetto, pronto il ricorso al tribunale del Riesame

Dopo il provvedimento interdittivo dalla sola carica di presidente del consorzio “Valle Crati”, i legali di Maximiliano Granata sono concentrati sul ricorso da discutere davanti al Tdl di Catanzaro. L’inchiesta presenta, secondo l’accusa, tanti elementi a sfavore dell’indagato. In realtà Granata e Gallo si conoscono da una vita: nel 2006 il proprietario dell’Eden Park si candidò in una lista che appoggiava proprio il principale inquisito.

Gli avvocati di Maximiliano Granata, i legali Gianluca Garritano e Angelo Pugliese, sono pronti a chiedere al tribunale del Riesame di Catanzaro la revoca della misura interdittiva della durata di 12 mesi al presidente del consorzio “Valle Crati” come deciso dal gip del tribunale di Cosenza Francesco Greco che ha accolto la richiesta della procura di Cosenza in un’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Marisa Manzini e dal sostituto procuratore Donatella Donato e condotta dai finanzieri del Comando Provinciale di Cosenza.

L’inchiesta, ritiene la pubblica accusa, è ricca di elementi che proverebbero la colpevolezza di Granata in merito ai reati di corruzione elettorale e abuso d’ufficio. Per la procura coordinata dal procuratore capo Mario Spagnuolo il principale indagato avrebbe procurato un ingiusto vantaggio all’imprenditore Francesco Gallo, titolare del ristorante Eden Park situato a Colle Mussano, mettendo a disposizione dei mezzi di “Ecologia Oggi” per pulire delle zone nella disponibilità dello stesso Gallo. Il tutto finalizzato ad avere il sostegno elettorale per il fratello Vincenzo Granata, candidatosi in una lista a sostegno di Mario Occhiuto, e poi eletto in consiglio comunale.

Nel provvedimento interdittivo, pubblicato questa mattina dal Quotidiano del Sud, il gip Greco scrive che Granata abbia gestito un ufficio pubblico in modo «riprovevole» per finalità individuali. Le prove che inchioderebbero il presidente interdetto del consorzio “Valle Crati” sarebbero contenute nelle intercettazioni telefoniche captate dalla Guardia di Finanza (il che fa intuire che Granata fosse intercettato probabilmente in un altro procedimento penale) che subito dopo sentirà un operaio, il quale avrebbe confermato di essere intervenuto solo nella struttura di proprietà di Gallo e di aver ricevuto in cambio un bicchiere d’acqua.

Quello che invece ha prodotto la difesa, per il momento, non ha prevalso sulle accuse vista la decisione del gip. I suoi legali sostengono che non vi siano gravi indizi di colpevolezza al punto da emettere una misura interdittiva per 12 mesi visto che, leggendo tutte le conversazioni intercettate dai finanzieri, Granata in riferimento all’intervento da fare a Colle Mussano avrebbe specificato di pulire «di fronte» al ristorante. E il punto in cui gli operai sarebbero andati a fare il loro mestiere è circoscritto ad una strada che a quanto pare è vicina all’Eden Park ma è pubblica. Tra l’altro vi sarebbero alcune note in cui il Comune aveva chiesto degli interventi immediati in alcune zone, e in particolare a Colle Mussano.

Il rapporto tra Gallo e Granata, inoltre, non è iniziato oggi ma la loro amicizia è consolidata, tanto che l’imprenditore si candidò alle elezioni comunali del 2006 – vinte dall’avvocato Salvatore Perugini – con la lista “Terzo Polo dei Mov.” che sosteneva la candidatura a sindaco proprio di Maximiliano Granata. Francesco Gallo – anch’esso indagato – ottenne 22 preferenze. Ciò dimostrerebbe un rapporto lungo e affidabile da non dover fare per forza un favore al fine di procacciare voti in favore del fratello. Come si può escludere che Gallo non votasse lo stesso Vincenzo Granata? E quelle frasi del 22 maggio scorso, per gli inquirenti decisivi ai fini investigativi, «“Dodici e un quarto ti arriva la spazzatrice”» dice Granata e Gallo risponde «“Ci fanno all’interno dell’Eden Park”?» e Maximiliano conclude «“Sì, digli quello che cazzo ti devono fare”» rientrano in un accordo corruttivo oppure l’intervento in suolo pubblico rientra nella sfera della manutenzione ordinaria (o straordinaria)? E infine: è utile l’esternazione «se non ti metti a disposizione, ti spacco le gambe» pronunciata col sorriso da Granata visti i rapporti tra i due?

L’inchiesta sul presidente interdetto del consorzio “Valle Crati” tuttavia non è passata indifferente nel tribunale di Cosenza, visto che Granata è sposato con un giudice della sezione penale. Un caso dunque che qualora non si chiarisse in questa fase, creerebbe degli imbarazzi all’interno della magistratura cosentina in vista dell’istruttoria dibattimentale. Toccherà dunque al Tdl di Catanzaro confermare la misura interdittiva o revocarla e di conseguenza riscrivere una vicenda giudiziaria che continuerà a far discutere. (Antonio Alizzi)

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