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“Cresta” da 15milioni di euro della Sogefil, condannato l’ex presidente del Cosenza

“Cresta” da 15milioni di euro della Sogefil, condannato l’ex presidente del Cosenza

Il principale imputato era il presidente della “Sogefil” che secondo la procura di Cosenza avrebbe fatto sparire una somma ingente relativa alla riscossioni dei tributi in danno dei Comuni che si sono costituiti parte civile. Assolti gli altri quattro imputati.

Il tribunale di Cosenza in composizione collegiale ha condannato a cinque anni di carcere l’ex presidente del Cosenza calcio Mauro Nucaro, imputato nel processo “Sogefil” in qualità di presidente. Antonio Trovato invece è stato prosciolto per intervenuta prescrizione (ma per quattro capi d’accusa è stato assolto), mentre Filippo Grandinetti, Roberto D’Andrea e Angelo Rossi sono stati assolti.

Nucaro dovrà risarcire in separata sede i comuni di Carolei, Zumpano, Dipignano, Acri, Oriolo, San Vito allo Jonio, Limbadi, Mendicino, Petrizzi, San Procopio e Squillace, costituitisi parte civile. La procura di Cosenza, rappresentata in udienza dal pubblico ministero Donatella Donato, aveva chiesto la condanna di tutti gli imputati: richiesta di 3 anni per Nucaro, 2 anni e 6 mesi per Trovato, 1 anno e 6 mesi per Grandinetti, D’Andrea e Rossi.

Secondo il teorema accusatorio – istruito su una presunta associazione per delinquere finalizzata al peculato – la “Sofegil” avrebbe fatto la “cresta” sulle riscossioni dei tributi in danno dei comuni calabresi. La cifra stimata è di 15milioni di euro. (a. a.)

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