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Agguato alla famiglia Sacco, Rovito condannato per il tentato omicidio

Agguato alla famiglia Sacco, Rovito condannato per il tentato omicidio

A sei mesi di distanza dal tentato omicidio, il tribunale di Cosenza ha condannato l’imputato che avrebbe sparato contro l’auto dell’ex consigliere comunale per presunti risentimenti personali nei confronti del figlio di Roberto Sacco. Condannato anche al pagamento dei danni in favore delle parti civili in separata sede.

Questa mattina il giudice del tribunale di Cosenza Francesco Luigi Branda ha condannato a 6 anni e 4 mesi di carcere Filippo Rovito, 51 anni di Cosenza, per il tentato omicidio ai danni della famiglia di Roberto Sacco, ex consigliere comunale del Comune di Cosenza, che la notte del 18 giugno scorso fu vittima dell’azione criminale dell’imputato insieme a suo figlio che per miracolo non furono colpiti dai colpi di arma da fuoco sparati dallo stesso Rovito. Quest’ultimo, difeso dall’avvocato Antonio Sanvito, aveva chiesto e ottenuto di farsi giudicare col rito abbreviato. Il giudice Branda ha accolto le richieste della pubblica accusa – che inizialmente aveva contestato il tentato omicidio aggravato dai futili motivi, rappresentata in udienza dal sostituto procuratore Donatella Donato – mentre le parti civili costituitesi attraverso i legali del foro di Cosenza Salvatore Vetere e Francesco Vetere, hanno insistito per la condanna del reato del duplice tentato omicidio aggravato.

Rovigo era anche accusato di detenzione di porto di arma clandestina, nonché di minacce di morte gravissime con l’uso delle armi. Il giudice ha riconosciuto all’imputato le attenuanti generiche prevalenti sulle contestati aggravanti, come richiesto oggi in udienza dal pm Donato e dal difensore Sanvito.

Il vero obiettivo di Rovito era il figlio di Sacco, nei confronti del quale l’autore del tentato omicidio avrebbe avuto motivi di risentimento personale che gli investigatori avevano definito comunque “futili”.

L’imputato, inoltre, è stato condannato al pagamento del danno in favore delle parti civili in separata sede, mentre il giudice Branda ha restituito al pubblico ministero il fascicolo per il dissequestro dell’auto di Sacco utilizzata per la perizia prodotta dalla procura di Cosenza. (Antonio Alizzi)

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