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PD CALABRIA | Magorno, se ci sei batti un colpo: le dimissioni?

L’ex Premier Matteo Renzi critica il suo partito per i risultati ottenuti al Sud. Ma il segretario regionale del Pd non fa autocritica, anzi. Una domanda però è lecita: cosa ha fatto di buono in questi anni per meritarsi la carica di segretario regionale del Pd? Nulla, solo insuccessi politici.

Qualcuno informi il segretario del Pd calabrese Ernesto Magorno che il segretario del Pd nazionale Matteo Renzi non lo vuole più vedere. E lo informi che le parole critiche sul Sud dell’ex Premier durante l’assemblea nazionale del Partito democratico, che ha votato per il ritorno del Mattarellum, erano rivolte anche a lui e al Governatore Oliverio. Magorno, però, prosegue nel suo cammino fatto di insuccessi politici e fa orecchie da mercante.

Fa finta di nulla, come se Renzi non avesse visto i dati calabresi e in particolare modo del comune di Diamante. Fa finta di aver capito le dichiarazioni del suo segretario e invoca i suoi amici (!?) di partito ad alzarsi le maniche e fare di più per la Calabria. E finora cosa ha fatto? Ha seguito, per caso, cavalli perdenti? No, ha ridotto il Pd calabrese a un colabrodo dove consiglieri regionali e consiglieri comunali, vedi Carlo Guccione e Marco Ambrogio, chiedono un giorno sì e l’altro pure le sue dimissioni. A questo punto poniamo una domanda a Magorno: cosa ha fatto di buono in questi anni per meritarsi la carica di segretario regionale del Pd? Non vogliamo infilare il coltello nella piaga, ma intorno a lui – e forse non se n’è accorto – c’è un Pd che è spaccato su tutti i fronti, lontano dalla gente e attaccato alle poltrone. C’è un Pd che ha perso tutte le elezioni amministrative più importanti della Calabria, c’è un Pd che è coinvolto in tante inchieste giudiziarie portate avanti dalle due Direzioni Distrettuali Antimafia: Reggio Calabria e Catanzaro. E Magorno, in mezzo ad una bufera di neve, cosa fa? Invita gli iscritti a rimettersi in cammino.

«Abbiamo ascoltato una relazione di grande rigore e severità, che traccia per l’orgoglioso popolo del Pd un orizzonte d’azione verso il quale tutti con grande responsabilità dobbiamo metterci in cammino. Il segretario nazionale – scrive Ernesto Magorno – ancora una volta ci ha dato una lezione di serietà, non sfuggendo da una analisi del voto del referendum autocritica e carica nello stesso tempo di slancio e di proposte per il bene del partito e del Paese. I riferimenti al Sud e ai giovani, ben lontani dalla felpata propaganda, ci obbligano ad alzare l’asticella del nostro agire politico e ad essere conseguenti nel nostro impegno sui territori. Soltanto con un Pd forte, possiamo realizzare un’Italia a pieno titolo cittadina della modernità, riconciliata nelle sue tensioni sociali e più solida economicamente. E questo discorso è ancor più valido in Calabria, dove sapremo raccogliere la domanda di cambiamento che è arrivata dall’esito del referendum».

Magorno auspica un Pd forte (ma ormai in frantumi) e un’Italia moderna e vicina ai cittadini, quando il suo popolo, elettoralmente parlando, ha deciso di seguire un’altra strada. «Le indicazioni su una nuova organizzazione del partito, in attesa del congresso 2017 – sostiene ancora il segretario regionale Pd – e sull’urgenza di elaborare in Parlamento una nuova legge elettorale per arrivare al voto politico sono solo alcuni dei temi, contenuti nella relazione del segretario nazionale, su cui da subito ognuno di noi deve rimboccarsi le maniche. Usciamo da questa lunga giornata per la vita del Pd con l’animo di chi, sotto l’occhio attento di un grande leader, ha ben chiara la strada da imboccare con rinnovato impegno e dedizione». Se abbiamo ben capito, Magorno definisce Renzi un grande leader, solo perché è stato l’unico ad aver fatto un passo indietro dopo «aver straperso», ma in compenso ha “promosso” chi ha concorso nella debacle referendaria: Luca Lotti, Maria Elena Boschi e Marianna Madia. Magorno, purtroppo, non sarà ricordato come un grande segretario di partito. (Antonio Alizzi)

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Redazione Cosenza Channel

Cosenza Channel è una testata giornalista nata nel 2008 con l’idea di occuparsi principalmente delle notizie sul Cosenza Calcio. Il successo conseguito sin dai primi anni ha permesso alla testata di avviare una collaborazione televisiva per mandare in onda un format che parlasse di calcio, in particolare dei Lupi e poi delle altre squadre calabresi. La svolta arriva nel 2016, quando la redazione amplia i contenuti del portale d’informazione, pubblicando notizie di attualità. Il 5 settembre 2019 Cosenza Channel si trasforma completamente. Nuova grafica, contenuti esclusivi, con l’obiettivo di crescere e rendere un servizio informativo sempre più attendibile e di qualità.

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