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Guccione ad Oliverio: «Discariche Zero è soltanto uno slogan»

Guccione ad Oliverio: «Discariche Zero è soltanto uno slogan»

Il consigliere regionale del Partito Democratico sottolinea: «La mia astensione sul Piano dei Rifiuti è frutto di un giudizio non positivo e delle mancate risposte del governatore».

«La mia astensione sul Piano dei Rifiuti è frutto di un giudizio non positivo e delle mancate risposte del governatore Oliverio. Pur apprezzando il lavoro svolto in questi mesi dall’assessore Rizzo e le sue aperture alle mie sollecitazioni in commissione Ambiente, ho deciso di astenermi. Il presidente della Regione Calabria non ha risposto in merito alla costituzione degli ambiti territoriali che dovrebbero essere l’architrave di un sistema moderno ed efficace di raccolta dei rifiuti. L’obiettivo Discariche Zero é soltanto uno slogan. Perché nello stesso Piano Rifiuti si afferma che, anche quando la raccolta differenziata arriverà oltre il 65%, il 10% dei rifiuti dovrà essere conferito in discarica».  E’ quanto afferma Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito Democratico.

«Anche per quanto riguarda – ha detto Carlo Guccione – lo smaltimento dell’amianto nel Piano viene semplicemente predisposta una ricognizione. Mancano completamente – come dovrebbe essere in ogni Piano che si rispetti – gli interventi e il cronoprogramma di tutte le iniziative e le risorse per avviare il risanamento di tutte quelle infrastrutture in cui é presente l’amianto. Il Piano regionale Amianto per la Calabria non é altro che un elenco di buone intenzioni».

«Stessa sorte – ha sottolineato Carlo Guccione – per il Piano delle Bonifiche: é semplicemente un elenco di dati, vecchio di alcuni anni, in cui sono presenti siti inquinanti. La Regione Calabria nel 2015 ha stipulato una convenzione con l’Arpacal, che dovrà servire alla definizione dell’ordine di priorità di intervento delle bonifiche. La stessa giunta regionale ha ammesso i gravi ritardi nella definizione del Piano dell’Amianto e della bonifica delle discariche.  La verità è che senza un Piano dei rifiuti,  pur raffazzonato e con grandi lacune, sarebbe stato impossibile attivare i Fondi europei, perché Bruxelles ha imposto la “condizionalità ex ante”. Prima fai il Piano, poi ti do le risorse europee. La logica di Bruxelles è questa. Come sappiamo bene, la fretta non porta mai buoni consigli».

«La gravità della situazione  ha spiegato Carlo Guccione –  sta anche nel fatto che sono state numerose le ordinanze del presidente della Regione Calabria (l’ultima il 15 novembre 2016) che, per affrontare la perenne emergenza rifiuti, ha deciso di procedere in deroga alle leggi vigenti in materia, all’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) e alla Via (Valutazione impatto ambientale), autorizzando gli impianti pubblici di trattamento di Rsu (Rifiuti solidi urbani).  Un fatto che testimonia ancora oggi lo stato di precarietà e di emergenza che rischia, con l’approvazione di un Piano dei rifiuti lacunoso, di proseguire nei prossimi anni».

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