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Corbelli: «Aiuterò di persona il migrante 18enne che ha perso le gambe»

Corbelli: «Aiuterò di persona il migrante 18enne che ha perso le gambe»

Il leader del Movimento Diritti Civili risponde alla richiesta di aiuto degli infermieri dell’ospedale Ciacco di Catanzaro che hanno riscontrato le gravi condizioni di un giovane a causa dei maltrattamenti degli scafisti.

Il leader del Movimento Diritti Civili e delegato, per l’Ufficio del capo di Gabinetto della Presidenza della Regione, per la tutela e promozione dei diritti umani, Franco Corbelli ha annunciato che si occuperà personalmente del caso di Aruna, giovane migrante diciottenne del Burkina Faso a cui, per le gravi condizioni cui lo avevano ridotto sul barcone gli scafisti, i medici dell’ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro hanno dovuto amputare le gambe. Lo riferisce lo stesso Corbelli in un comunicato.

«Corbelli, dopo avere appreso della vicenda – è detto nel comunicato – chiederà alla Regione di intervenire e aiutarlo. Già da oggi alla Cittadella regionale mi occuperò di questo povero e sfortunato giovane migrante la cui drammatica storia mi ha molto colpito. Chiederò alla Regione di intervenire immediatamente e personalmente non farò assolutamente mancare il mio aiuto e il mio contributo».

«L’appello che è stato lanciato ieri – ha aggiunto Corbelli – deve essere accolto. Le istituzioni hanno il dovere di intervenire e aiutare questo povero ragazzo. Questo giovane migrante, così sfortunato, va seguito e aiutato. Per quello che è nelle mie possibilità lo farò sicuramente».

Ieri, infatti, gli infermieri dell’ospedale Pugliese-Ciaccio diCatanzaro avevano lanciato un appello alle istituzioni per aiutare Aruna, un ragazzo di 18 anni giunto in Italia dal Burkina Faso in condizioni gravissime per le violenze subite mentre era a bordo del barcone su cui ha attraversato il Mediterraneo. Il giovane ha avuto un attacco di panico sulla barca per la paura del mare e gli scafisti gli hanno legato mani e piedi così stretti da provocargli ferite tali che una volta giunto nell’ospedale catanzarese, i medici sono stati costretti ad amputargli gli arti inferiori. Il giovane, ricoverato nell’Unità operativa di Malattie Infettive, è arrivato in Calabria dalla Sicilia ed è stato accolto al centro polifunzionale della Polizia di Stato da padre Benedetto, dell’associazione Piccola famiglia dell’esodo di Decollatura, che lo ospiterà una volta uscito dall’ospedale. «Il nostro è un lavoro non solo scientifico e tecnico ma prima di tutto emozionale – racconta per l’Ipasvi di Catanzaro l’infermiera Maria Rosaria Costantino – per questo tutti gli infermieri sono scesi in campo per Aruna nel prenderlo in cura, nel vedere le condizioni in cui versava quando è arrivato qui all’ospedale, difficili da raccontare. Abbiamo subito pensato di attivare la macchina degli aiuti per prima cosa attraverso un bollettino postale. Lui è un ragazzo coraggioso. Per noi è come un figlio. Gli altri ospiti della Onlus che già è pronta ad ospitarlo, che parlano lingua francese, fanno i turni in ospedale per fargli compagnia, a loro Aruna ha voluto parlare e raccontare la sua storia». Gli infermieri, oltre ad aprire una sottoscrizione, hanno rivolto, con una lettera aperta, un appello a tutte le istituzioni calabresi, dal Comune di Catanzaro, alla Provincia, alla Regione. Lettera alla quale oggi ha risposto  Corbelli.

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