Tutte 728×90
Tutte 728×90

Rifiuti, la Comunità del Parco della Sila contro la discarica di Celico

Rifiuti, la Comunità del Parco della Sila contro la discarica di Celico

Otto sindaci hanno fatto richiesta all’Ente affinché il Parco stesso prenda parte alla battaglia che i Comuni della Presila stanno intentando contro la discarica di Celico.

Nel corso della riunione della Comunità del Parco, tenutasi presso la sede dell’Ente Parco Nazionale della Sila a Lorica, otto sindaci hanno fatto richiesta all’Ente affinché il Parco stesso prenda parte alla battaglia che i Comuni della Presila stanno intentando contro la discarica di Celico. “La discarica infatti, pur non ricadendo all’interno dell’area protetta, sorge comunque ai suoi limiti, visto che dista solamente poche centinaia di metri dall’area ZPS IT9310069 Parco Nazionale della Sila, Sila Grande e altrettanto dai Siti d’importanza Comunitaria Monte Curcio IT9310075; Serra Stella IT9310085; Acqua di faggio IT 9310077; e da due riserve nazionali statali quali la R.N.S. Serra della Guardia e la R. N. S. Tasso Camigliatello Silano”.

I Comuni della Presila hanno ricordato “a questo proposito che, contrariamente a quanto sostenuto dalla Regione Calabria, in ordine al rilascio dell’A.I.A e del suo rinnovo/riesame si sarebbero dovuti tenere in considerazione gli aspetti propri della valutazione d’incidenza. Questo perché, seppure l’impianto non ricade in zona Sic, né in area Zps e, dunque, non si trova all’interno di aree “Natura 2000″ per le quali la suddetta valutazione è dovuta, la suddetta valutazione di incidenza si applica tuttavia sia agli interventi che ricadono all’interno delle aree Natura 2000 (o in siti proposti per diventarlo), sia a quelli che pur sviluppandosi all’esterno, possono comportare ripercussioni sullo stato di conservazione dei valori naturali tutelati nel sito (così come risulta da molteplici sentenze: Cons. Giust.Amm.Sicilia sez. giurisd.15.12014 n.4; Tar Potenza sez. I, del 13.2.2016 n. 107; Tar Catanzaro, sez. I, del 20.10.2015 n. 1601; Tar Catanzaro sez. I del 23.3.2015 n.535)”.

Related posts