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Statella, Biccio e pochi altri. Spesso il Cosenza a gennaio ha fatto flop

Statella, Biccio e pochi altri. Spesso il Cosenza a gennaio ha fatto flop
Photo Credit To In foto il difensore Paolo Cotroneo e il portiere Pietro Marino, a Cosenza nei sei mesi iniziali del 2011

Dall’ultimo anno di 1914 ad oggi il mercato di riparazione non ha regalato quasi mai colpi a sorpresa. Ma Arcidiacono e Statella furono decisivi per centrare gli obiettivi del club.

Nelle ultime sei sessioni di calciomercato invernali, sono davvero pochi quei calciatori che hanno lasciato il segno al Marulla. A transitare dalla Sila si sono susseguiti elementi di cui si è persa ogni traccia e che ora militano in categorie dilettantistiche. Gli unici ad avere inciso veramente sono due esterni, capaci in modo differente di spaccare le partite. Se con Biccio Arcidiacono i Lupi sbaragliarono tutti fino a vincere i playoff di D, grazie al contributo di Statella Roselli trovò l’ala che cercava. Ecco, però, come sono andate le cose negli ultimi tempi, fino ad arrivare a gennaio 2011.

2015-2016. Roselli e Meluso chiesero a Guarascio di investire sul mercato e di puntare forte su un attaccante di grido. Il tecnico umbro non vedeva molto La Mantia e chiese Caturano. A dicembre fu tesserato Cavallaro, mentre gennaio regalò il baby Parigi e il difensore Di Nunzio. I lupi dissero addio al flop Raimondi e impedirono a Ciancio di accasarsi a Livorno in B suscitando un forte risentimento nel ragazzo.

2014-2015. E’ la sessione invernale di calciomercato che viene ricordata come quella del grande “no” del Cosenza a Calderini per il trasferimento al Lecce. Partirono Alessandro, Sassano, Mosciaro e Bertolucci. Al loro posto furono ingaggiati Serpieri, sfortunato difensore scuola Lazio, e Peppe Statella.

2013-2014. In Seconda divisione il protagonista della sessione di mercato invernale fu Gigi Condò dopo che Guarascio aveva già rotto con Ciccio Marino bloccandone ogni operazione. Agli ordini di Cappellacci arrivarono la punta Chinellato dal Sud Tirol, il mediano Asante dal Grosseto e l’ala sinistra Partipilo dal Bari. Non incise nessuno e a fine stagione tornarono a tutti casa. L’unico ad essere sbocciato, ma altrove, oggi è Chinellato.

2012-2013. E’ l’annata forse che regalò maggiori rimpianti perché, con il Cosenza in vetta alla classifica dopo il successo sul Messina schiacciasassi dei Lo Monaco, Guarascio disse no ad aumentare la somma da destinare al mercato. Fiore e Leonetti avevano individuato in Perina e Cavallaro (sì, proprio loro!) i rinforzi per dare l’assalto alla Lega Pro, ma Gagliardi dovette fare di necessità virtù con la punta esterna Giovanni Foderaro, col portiere Alessandro Cutrupi e col terzino Filidoro. Arrivò pure un altro Cavallaro, ma era un laterale destro.

2011-2012. Il neonato Cosenza di Eugenio Guarascio non riuscì a portarsi in testa alla classifica così come speravano i tifosi. Fiore e Leonetti, tuttavia, misero mano con concretezza alla squadra rivoluzionandola dove serviva. Grazie alla rescissione dell’attaccante Tedesco e senza mai sforare il risicato budget a disposizione, arrivarono a disposizione di Patania il talentuoso Pietro Arcidiacono, Andrea Marano e Giovanni Longobardi che condussero i Lupi, a suon di gol e giocate, a vincere i playoff.

2010-2011. Erano i tempi in cui la famiglia Pagliusò lasciò in mano all’amministratore unico Eugenio Funari ciò che restava del glorioso Cosenza Calcio 1914. Prima dell’addio, tuttavia, Luca Pagliuso concluse in extremis alcune operazioni in entrata per far fronte alle pesanti partenze di Wagner, Mazzeo, De Rose, Coletti, Di Bari, Fanucci, Petrocco e Raimondi. Arrivarono al San Vito il portiere Marino, i difensori Thackray, Scarlato, Cotroneo e Fernandez e i centrocampista Aquilanti ed Evola che non riuscirono nell’impresa di evitare la retrocessione, su cui pesarono i tanti punti di penalizzazione inflitti per inadempienze fiscali.

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