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Cosenza, il Valoti-pensiero: «Conta la mission del club. Io con passione anche da ds» [VIDEO]

Cosenza, il Valoti-pensiero: «Conta la mission del club. Io con passione anche da ds» [VIDEO]
Photo Credit To Cosenza Calcio

Il nuovo direttore sportivo ha parlato del suo modo di operare: «Non si può più fare calcio promettendo cose che non si possono mantenere. Non bisogna avere paura a dirlo dall’inizio».

Il nome di Aladino Valoti è tornato a circolare a Cosenza già da questa estate, quando il suo nome fu indicato come uno dei papabili per il post-Meluso. Non si trovarono conferme, anzi il ds smentì l’indiscrezione. Ad ogni modo, si è sempre avuta l’impressione che qualcosa in pentola bollisse. E’ per questo che la conduttrice Patrizia De Napoli, in occasione di una recente puntata di Fair Play, in onda su Tv Sud ogni lunedì alle 21, chiamò il nuovo ds dei Lupi per un collegamento telefonico.

In quell’occasione Valoti esplicitò il suo pensiero di cui riportiamo alcuni stralci per rimandarvi, poi, alla visione del video. «Porto Cosenza dentro di me perché ho fatto due stagioni intense al San Vito dal ’99 al 2001 – ha detto – Era una squadra costruita molto bene da Luca Pagliuso e dal suo papà. In panchina c’era Bortolo Mutti con il quale il primo anno conquistammo una salvezza non proprio tranquilla, ma dove costruimmo qualcosa per l’anno dopo. Fu un campionato straordinario dove purtroppo sfumò tutto alla fine: non riuscimmo a mettere la ciliegina sulla torta».

Sul suo modo di lavorare, Valoti non ha perso la tenacia del centrocampista che si ammirò al San Vito. «Ho sempre avuto passione e attaccamento per la mia professione, cosa che sto cercando di dare anche all’attività da direttore. Quando cerco un calciatore sul mercato parto ovviamente dalla mission della società. Si pensa poi anche all’aspetto tecnico/tattico che possa sposarsi col modo di giocare dell’allenatore, ma in generale contano le esigenze della società. Al giorno d’oggi non si può fare calcio promettendo cose che non si possono mantenere. Non c’è da avere paura a dire le cose dall’inizio, vanno esplicitati  gli obiettivi e vanno portati avanti con una logica».

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