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La lampada di Aladino

La lampada di Aladino

– l’editoriale di Piero Bria –
Le fortune e le sfortune di tante società dipendono dalla bravura e dalla preparazione dei ds. Le loro capacità, il loro fiuto vale quanto un attaccante da trenta gol a stagione. A Valoti il compito di rilanciarci. 

Ricordo con piacere Aladino Valoti. Un giocatore che non è passato inosservato. Eppure Cosenza ne ha avuti di giocatori bravi. Ora direttore sportivo che sta cercando di lasciare traccia di sé come è avvenuto da calciatore. Cosenza attende che il suo operato sia visibile e che, si spera in breve tempo, possa portare i frutti sperati. Molto dipenderà da quello che il presidente Guarascio gli consentirà.

Di certo sul suo taccuino ci sono già dei nomi. Ma la spesa si fa con quello che si ha in tasca. E, purtroppo, ad oggi non sappiamo quanto il Cosenza sia pronto ad investire per rinforzare una rosa che ha estrema necessità di avere qualche altra freccia di spessore nel suo arco.

Certo va anche detto che la bravura del direttore sportivo non sta soltanto nel riuscire a mettere le mani sul giocatore affermato, ma anche nell’intuire le potenzialità di quelli non ancora esplosi o nell’offrire una chance di rilancio a quelli prematuramente considerati finiti.

Parliamoci chiaro, e il passato lo insegna, le fortune e le sfortune di tante società dipendono dalla bravura e dalla preparazione dei direttori sportivi. Le loro capacità, il loro fiuto vale quanto un attaccante da trenta gol a stagione. O anche di più. Perché il diesse è colui che può incidere anche per anni e anni sulle fortune di una società. E’ questo il nostro augurio ad Aladino Valoti. Che sia lui l’uomo giusto al posto giusto per ridare al Cosenza e ai cosentini una nuova chance tra i cadetti. Proprio quella cadetteria in cui lui si mise in mostra e dove a Cosenza sfiorò la serie A.

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