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Caccetta: «E’ un Cosenza più aggressivo e offensivo»

Caccetta: «E’ un Cosenza più aggressivo e offensivo»

Il capitano parla anche del suo rinnovo: «La società quando deciderà il da farsi me lo comunicherà. Io resto tranquillo. De Angelis? La soluzione interna è stata un vantaggio per tutti quanti».

Cristian Caccetta se l’aspettava e sorride quando gli viene posta la prima domanda. «Non so se sono sul mercato – dice sorridendo – E’ una domanda che andrebbe posta alla società, la quale a breve deciderà cosa fare e me lo comunicherà. E’ normale che io abbia interesse a restare a Cosenza, ma se il club dovesse cambiare poi vedremo il da farsi. Non mi aspettavo di rinnovare per primo in quanto capitano, ma capisco che adesso ci siano altre priorità e un po’ di “caos” dovuto al doppio avvicendamento in campo e dietro la scrivania. Sono tranquillo e se mi verrà presentata un’offerta sono pronto a firmare senza problemi».

La riflessione del presidente Guarascio alla fine è ricaduta su Stefano De Angelis. «Sono dell’avviso che la soluzione interna sia un vantaggio perché il mister ci conosce tutti e sa come farci rendere al massimo. Valoti? E’ stato un calciatore rossoblù, ma sta imparando a vivere il Marulla da direttore: quando avrà chiaro ogni ambito, inizierà ad operare a lunga gittata. Non ho dubbi in merito». A proposito del ds, Caccetta commenta le parole pronunciate in sede di presentazione («Siamo quinti, vediamo di non fare danni…») offrendo la sua interpretazione. «Vanno lette nell’ottica che, oltre a guardare le prime posizioni, dobbiamo dare un’occhiata anche dietro visto che c’è chi sta spingendo il piede sull’acceleratore. E’ fondamentale mantenere alta la concentrazione dal lunedì al sabato: a quel punto la domenica sarà una conseguenza logica».

Chiusura dedicata alle novità provate in settimana, durante la quale si sono registrati dati in controtendenza con il passato. «E’ cambiato il modo di svolgere gli allenamenti – conclude Caccetta – noi ci stiamo adeguando. Abbiamo voglia di metterci in mostra e non dobbiamo pensare a quella partita di Matera. Brucia ancora come è maturata la sconfitta. Sarà il campo ovviamente a dare il responso definitivo, ma stiamo cercando di offrire un’interpretazione più offensiva e aggressiva al nostro gioco. Considerato come eravamo abituati, anche noi avremmo bisogno del tempo che per logica non potremo avere mai».

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