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“CINQUE LUSTRI” | La Dda di Catanzaro sequestra la discoteca il “Castello” dei Barbieri

“CINQUE LUSTRI” | La Dda di Catanzaro sequestra la discoteca il “Castello” dei Barbieri

Il locale notturno è uno degli immobili finiti sotto sequestro da parte della Guardia di Finanza. Nella precedente inchiesta il collaboratore di giustizia Giuseppe Montemurro aveva spiegato che per i servizi di vigilanza al “Castello” «avevamo rapporti con Massimo Longo che lo gestiva per conto di Barbieri».

Sono due le operazioni antimafia che hanno portato al decreto di fermo di 35 persone tra imprenditori e presunti affiliati alle cosche Piromalli di Gioia Tauro, Muto di Cetraro e Lanzino di Cosenza. Nello specifico, la Dda di Catanzaro ha denominato la sua inchiesta “5 lustri” e tra i provvedimenti di sequestro eseguiti questa mattina dalla Guardia di Finanza di Cosenza vi è anche la discoteca “Il Castello” di Sangineto di proprietà del gruppo imprenditoriale “Barbieri”. 

Il locale notturno era già finito nel mirino del procuratore capo Nicola Gratteri e del procuratore aggiunto Giovanni Bombardieri all’epoca dell’indagine sul clan Muto, denominata “Frontiera”. Nelle carte dell’inchiesta infatti emergeva il ruolo di Massimo Longo, oggi raggiunto dal decreto di fermo, dipendente dell’azienda con sede a Roma e realizzatrice di tre grandi opere nel Cosentino: piazza Bilotti, Lorica Ski e l’aeroporto di Scalea.

Ad illuminare gli investigatori antimafia furono in quel caso le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Giuseppe Montemurro che, parlando dei servizi di vigilanza imposti alla Movida cosentina e tirrenica, faceva riferimento proprio a Longo. «Per quanto concerne Il Castello avevamo rapporti con Massimo LONGO che lo gestiva per conto di BARBIERI» disse il pentito, ex bodyguard. 

Così partendo da questo punto, i finanzieri hanno iniziato a seguire tutti i movimenti di Longo. «Nello specifico, seguendo gli spostamenti di un dipendente fidato dell’imprenditore intraneo alla cosca, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Cosenza hanno ricostruito le dinamiche, le relazioni e gli accordi con gli altri gruppi criminali operanti sul territorio calabrese. Grazie a questi solidi intrecci, 10 aziende riconducibili allo stesso imprenditore sono riuscite ad aggiudicarsi i più importanti appalti (costruzione e gestione) nella provincia di Cosenza nel triennio 2013/2015», si legge nella nota divulgata dalla Dda di Reggio Calabria e dalla Dda di Catanzaro. (Antonio Alizzi)

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