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Analisi Tattica: Cosenza punito oltremodo, Auteri cambia di continuo

Analisi Tattica: Cosenza punito oltremodo, Auteri cambia di continuo

di Gianluca Gagliardi*
Il tecnico lucano ha modificato almeno tre volte l’atteggiamento tattico dei suoi uomini. De Angelis paga errori dei singoli a margine di un bel match. 

E’ stato un buon Cosenza, punito più per demeriti propri (individuali e di reparto) che per la forza o per il merito dell’avversario.

Rossoblù in campo con lo stesso modulo (4-3-3) dell’ultima trasferta del 2016 in quel di Taranto e con dieci/undicesimi della formazione che ha strappato i tre punti allo Iacovone. Matera costretto a fare a meno di quattro uomini cardine, di cui tre non convocati (uno per reparto: Di Lorenzo, Iannini e Carretta) e Infantino che inizia dalla panchina. Auteri, nonostante ciò, non rinuncia al suo “storico” e consolidato 3-4-3 e schiera dall’inizio l’ultimo arrivato Armeno (‘94) come quarto di centrocampo a sinistra.

La gara l’ha fatta il Cosenza, che ha deciso di partire a razzo aggredendo nella propria trequarti la capolista, che di contro non è riuscita per 40’ a venire a capo dal pressing forsennato di Caccetta e compagni. Più che costruire un’azione, il Cosenza si è ritrovato a rifinirla e/o a concluderla. Questo per via dell’aggressione portata con i tempi giusti, con determinazione e cattiveria che puntualmente gli ha consentito di rubare palla e arrivare immediatamente al tiro. Altra considerazione da sottolineare è il pessimo stato del manto erboso, che di fatto ha esaltato chi usava dinamismo e muscoli e penalizzato chi ha avuto la presunzione, o forse necessità, di giocare palla a terra.

De Angelis sapeva bene che preparare una partita di questo genere fosse più semplice dal punto di vista motivazionale. Nel proporre un pressing offensivo era consapevole di trovare la disponibilità della squadra dal punto di vista della corsa e della concentrazione. L’uscita di De Franco (il forte centrale ed elemento “fidato” di Auteri) complica ancor di più la vita agli ospiti che pagano subito dazio nell’occasione del vantaggio di Caccetta. Il capitano, bravo come sempre ad inserirsi senza palla e con i tempi giusti, ha trovato campo aperto per la “dormita” del nuovo entrato Scognamillo, incapace di leggere e assorbire l’inserimento.

Il Matera, come già sottolineato, ha cercato la manovra palla a terra con Armellino più di De Rose a proporre gioco. Nonostante la volontà e il movimento dei tre davanti, non si è reso tuttavia mai pericoloso. Il Cosenza, il campo, ma anche l’assenza di peso in attacco, sono le cause di un Matera evanescente, capace di trovare il pareggio solo grazie ad uno svarione di Blondett. L’1-1 si materializza anche per una mancanza di copertura preventiva all’errore del difensore rossoblù (perché come con il Catanzaro, in vantaggio, la linea così alta?), che ha innescato l’esterno materano, bravo a pescare Negro. Davvero un bel vedere il contro-movimento della punta che ha eluso la marcatura di Tedeschi e Corsi ed è stato puntuale all’appuntamento con la palla.

Nel secondo tempo Auteri inserisce subito Infantino e sposta Negro a sinistra, ma nel giro di pochi minuti l’esperto tecnico siciliano rimescola le posizioni in campo. Casoli da esterno alto di sinistra passa a fare l’esterno di centrocampo a destra, con Meola che si sposta sull’out mancino. Si nota subito un Matera più determinato che, grazie alla presenza di una punta “pesante” capace di allungare la squadra e a farla salire, inizia occupando la metà campo silana senza però portare dei rischi concreti alla porta rossoblù. Sono invece i Lupi di casa che traggono il massimo da un altro “strafalcione” di Scognamillo, capace di farsi prendere d’infilata al limite dell’area e causare la punizione calciata da Cavallaro e ottimamente trasformata in oro da Baclet.

Il Matera, dopo un breve smarrimento, causa anche il lento ma prevedibile calo fisico dei padroni di casa, riprende coraggio a margine di un ulteriore tentativo tattico di Auteri che sistema Meola sulla linea dei difensori e apre Mattera largo a sinistra proponendo un 4-2-3-1. Strambelli allora finisce a ridosso di Infantino, Negro si sposta a sinistra e Casoli a destra. I lucani trovano immediatamente il pari con un gol di ottima fattura da parte di chi probabilmente è stato il migliore in campo (Mattera), sia per aver prima reso quasi innocuo il nostro Statella e sia per aver avuto la forza di proporsi in avanti con qualità.

Raggiunto il 2-2, Auteri cambia ancora e porta Negro vicino ad Infantino, con Strambelli a destra e il jolly Casoli a sinistra per un più cauto 4-4-2. Il Cosenza invece propone Filippini per Baclet prima e Criaco per Cavallaro poi.

I cambi non sortiscono gli effetti sperati perché i padroni di casa sembrano stanchi e di conseguenza poco lucidi. Dopo aver rischiato in un paio di occasioni, il Cosenza subisce addirittura il gol della beffa per un altro “infortunio” del nostro giocatore migliore. L’erorre di Caccetta, però, ha trovato nuovamente impreparati i compagni di reparto che anche in questo caso, e ancor di più per essere a fine partita, avrebbero dovuto assicurare la copertura e lo scarico al possessore di palla. Forse la voglia di vincere e la mancanza della lucidità necessaria hanno consegnato al Matera 3 punti “pesanti”.

Sono sicuro che al di là del risultato, il Cosenza saprà ripartire dall’ottima prestazione e farà tesoro di quando accaduto, perché come già detto in altre occasioni: quando non si riesce a vincere, non si deve perdere!
Un abbraccio sentito e condoglianze a Stefano De Angelis.
*Gianluca Gagliardi, allenatore ex Cosenza e Triestina

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